Letture settimanali 5 marzo 2017

La rabbia, e la paura che ne deriva, sono tutto ciò che la meditazione non è: la rabbia più profonda deriva dalla paura più profonda, quella della morte, ma anche da cause secondarie di ogni genere, da tutto ciò che costituisce la nostra storia psicologica. Occorre sapere che, quando meditiamo, quando ci ripuliamo dalla rabbia, la cosa più importante non è rintracciarne la fonte, bensì il fatto che ce ne stiamo liberando; non è tanto analizzare da dove viene, quanto dire il mantra, affinché l’amore attivo nella fede del mantra la espella dal nostro cuore.

[…] Mentre ripetiamo il mantra impariamo a radicarci nello Spirito Universale, lo Spirito che Cristo ha infuso in noi con il respiro, lo Spirito per mezzo del quale Cristo vive in noi. Cristo nel potere dello Spirito può scacciare la rabbia perché è colui che ha superato la paura primordiale della morte, il che gli dà il potere di liberarcene. … [o con le parole di 1 Giovanni 4:16]: “Dio è Amore; colui che dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui”.

Brano tratto da Laurence Freeman, “Il sé senza un sé”, capitolo La paura della morte, pp. 164-5 (Edizioni Amrita).