Letture settimanali 30 dicembre 2012

Anniversario della morte di Padre John Main

Il mantra…è recitato di continuo qualunque sia il nostro stato d’animo: “in tempo di guerra e in tempo di pace”

come è scritto  in  “La nube della non conoscenza”; nei momenti avversi e in quelli prosperi” come dice Giovanni Cassiano; “dal principio alla fine di ogni meditazione”, come sostiene a sua volta John Main. Con la pratica il mantra si radica sempre più in profondità nel nostro essere, creando armonia fra il conscio e l’inconscio. Impercettibilmente e gradualmente, discende dalla testa al cuore. Con il passare del tempo, recitiamo il mantra, poi ne percepiamo il suono, poi lo ascoltiamo  con meno fatica e maggiore attenzione.

Naturalmente nella meditazione ci saranno giorni tempestosi  o periodi di aridità, nei quali sembra quasi impossibile pronunciare il mantra. Cerchiamo ogni pretesto per non sederci a meditare. Quando lo facciamo il mantra subito  scivola via su onde di pensieri e di sensazioni. Ma se perseveriamo e ricominciamo da capo, allora, come il seme della parabola che cresce nel grembo oscuro della terra (come non lo sappiamo, ha detto Gesù) il mantra ci guida fedelmente sempre più in profondità. E con la profondità si trovano  chiarezza, quiete, auto conoscenza, il gran dono della compassione e l’immobilità interiore necessarie per un’attenzione sempre più completa, una trascendenza più generosa. Il mantra progredisce in modo impercettibile negli spazi di quiete, fra le onde del pensiero e della vita interiore.

Col tempo ci porta alla povertà autentica dove impariamo semplicemente ad essere. Sperimentare questa splendida realtà di tanto in tanto ci permette di sopportare i molti ostacoli e le molte delusioni che incontriamo lungo il nostro cammino. Ci saranno momenti di sconfitta. Ma anche quando ci sembra di regredire, avviene la crescita se la fede è all’opera. Nella notte più oscura brilla una luce invisibile.

Al posto dell’avidità e della paura si sviluppa un atteggiamento  di non possessività e fiducia. E insieme verrà una pace sempre più sicura. Dalle turbolenze emergerà questa pace dalla consapevolezza di esser conosciuti e questa certezza diventerà la condizione di ogni ulteriore crescita.

Fr. Laurence Freeman, OSB

Estratto da “Gesù il Maestro interiore”