Letture settimanali 27 novembre 2016

Uno dei dilemmi del cristianesimo oggi è come comunicare il vangelo con una modalità non competitiva rispetto alle altre fedi… Per il cristiano esclusivista, certamente, questo non ha senso. Ma forse… lo Spirito sta cercando di insegnarci qualcosa. Forse il cristianesimo sta imparando che, se è veramente universale, deve riconoscersi in tutte le forme umane di esperienza spirituale […] Abbiamo oggi il bisogno di una nuova modalità di dialogo religioso, di tolleranza, rispetto reciproco, e modi per imparare gli uni dagli altri, modi che chi ci ha preceduto non poteva immaginare.

Eppure la correttezza di tale modalità è confermata dal fatto che è compatibile con la personalità e l’esempio di Gesù. Gesù non ha rifiutato nessuno, ha tollerato tutti e visto il mistero di Dio in ogni persona e nella natura. Ha mangiato con coloro che avrebbe dovuto disprezzare. Ha parlato con chi avrebbe dovuto evitare. È stato aperto agli altri, tanto quanto lo è stato a Dio.

In Gesù, il tempo e l’eternità si incontrano… e l’incontro avviene nella umana povertà di spirito… La povertà non è solo assenza di cose, ma consapevolezza del nostro bisogno degli altri, di Dio. Il bisogno umano è universale. I più ricchi e i più potenti, come i più poveri e i più emarginati, sono tutti egualmente nel bisogno. Il bisogno è semplicemente il sentimento forte che nasce in risposta al fatto che siamo interdipendenti. Non siamo separati gli uni dagli altri o da Dio. La saggezza è il riconoscimento di questa realtà e la compassione è la pratica di questo riconoscimento.

Nella meditazione, ci immergiamo ad un livello di realtà più profondo di quello della nostra mente superficiale, condotta dall’ego,  dove così spesso siamo impigliati nella rete delle illusioni. Sbrogliarsi da quella rete è il lavoro quotidiano della meditazione ed è il nuovo modello della pratica di presenza di Dio: nella vita quotidiana, nella natura e in ogni persona.

Brano tratto da Laurence Freeman, “Dearest Friends,” WCCM International Newsletter, Winter, 1996.