Letture settimanali 25 settembre 2016

La meditazione è uno stato in cui tu non pensi, non vedi immagini e non hai conversazioni immaginarie con qualcuno. Sei in perfetta pace, in perfetto silenzio, in perfetta quiete. Nel silenzio della meditazione, quando vai oltre il pensiero e l’immaginazione, impari ad essere.

Impariamo ad essere noi stessi, non ad essere come se definissimo noi stessi con qualche attività, sia che si tratti di una attività relativa ad un lavoro oppure un processo del pensiero, ma impariamo semplicemente ad essere. Impari ad essere la persona che sei, senza cercare di giustificare la tua esistenza o a trovare scuse per la tua esistenza. Solo essere,  così come sei.

Andiamo oltre ogni immagine, soprattutto dell’immagine che abbiamo di noi stessi. Ci togliamo tutte le maschere.  Le deponiamo accanto a noi e cominciamo a diventare la persona reale che siamo, in assoluta semplicità. Non recitiamo il nostro mantra per far colpo sugli altri; recitiamo il nostro mantra per lasciar andare tutte le immagini, tutte le parole così che possiamo vivere in completa semplicità.

Quando mediti, non solo non provi a rispondere ad un’immagine di te stesso o all’immagine che gli altri hanno di te stesso, ma nella meditazione lasci andare tutte le immagini.

E’ un processo di svuotamento di tutte le fantasie, di tutte le immagini, di tutta la non-realtà, facendo spazio al tuo vero Sè, l’autentica persona che tu sei. Ti liberi dalle immagini, dalle fantasie, dalle paure e  dai desideri che portano la tua libertà ad essere ciò che sei. Nella visione cristiana della meditazione, lo scopo del processo è liberare lo spirito per essere aperti all’infinito, per permettere al tuo cuore e alla tua mente, al tuo intero essere,  di espandersi oltre le barriere del tuo isolato Sè per unirsi al tutto, a Dio.

JOHN MAIN, LEARNING TO BE”, “the hunger for depth and meaning” – Singapore, Medio Media, pp.125, 126.