Letture Settimanali 23 Marzo 2014

 Per Paolo, Pietro e Giovanni, i principali maestri della fede nelle lettere del Nuovo Testamento,

la potenza di Gesù è la sua “gloria” e questa è vista come niente di meno che la luce che brilla attraverso l’universo. Ancora più straordinario, brilla nei nostri cuori. È pura consapevolezza. È amore assoluto. È Dio. La meditazione è la strada verso la profonda apertura a questa potenza, luce e gloria di cui siamo capaci in questa vita. Ma chiunque è interessato alla meditazione dovrebbe comprendere da subito che una volta che questo potere inizia a farsi strada e questa luce inizia a brillare limpida nei nostri cuori, veniamo trasformati. Nel divenire noi stessi non siamo mai più come prima […] Potremmo dire che la gloria di Gesù è il risultato della sua pura ricettività e totale apertura all’amore di Dio. […] Tale apertura semplice e radicale richiede disciplina e fedeltà: il tipo di disciplina fedele che pratichiamo ogni giorno ritornando alla nostra parola.

Nella fedeltà impariamo la fede. Impariamo ad entrare nell’oscurità, quella espansione di consapevolezza che si trova oltre la piccola isola illuminata dal nostro ego. Impariamo ad entrare nel silenzio dove non c’è suono e ad andare ancora più in profondità nel silenzio del mistero di Dio. Nella meditazione impariamo il coraggio di lanciarci nella profondità. Da queste profondità arriva la potenza e la gloria della resurrezione. Questa è la nuova vita restituita a Gesù da Dio che lo pone per sempre nell’aura divina della gloria. La sua nuova vita, gloria e potenza – tutte parole che cercano di esprimere le dimensioni dell’amore – sono nostre. Il mistero che rinnova il nostro contatto con la vita una volta che vi accediamo è che noi, persone comuni, veniamo trasformati in Cristo.

John Main OSB

Estratto da “The Glory of Christ”