Letture settimanali 21 luglio 2013

 Se facciamo davvero attenzione al mantra, non possiamo immaginare Dio.

Non possiamo costruirci una idea o una icona di Dio. Nel contesto di questa pura attenzione, pura fede, impariamo che le immagini, i ricordi e le parole non bastano per la realtà a cui facciamo attenzione. Sono irreali. Sono illusioni. Così nella meditazione ci rendiamo conto che Dio non è una memoria lontana o un sogno astratto. Dio è.

Nella semplicità e nella fedeltà alla pratica, Dio viene conosciuto non come un’entità che pensiamo, o immaginiamo, o a cui parliamo, o analizziamo, ma come tutta la realtà. Procedere per incontrare Dio nella pura attenzione è conoscerlo ed esser conosciuti da Dio. Conoscere è amare. Esser amati è esser conosciuti. Esser amati da Dio è amare Dio. Dobbiamo liberarci da tutti i processi di intermediazione. Tutte le immagini, i pensieri, le parole devono scomparire.

La pratica ridotta all’essenziale ripetizione del mantra ci insegna a fare totalmente attenzione a ciò che direttamente è. Fare attenzione all’Uno che è profondamente. Per prepararci impariamo la disciplina della ‘mindfulness’ (attenzione consapevole). Impariamo la disciplina dell’altruismo, del non pensare a noi stessi. Non esser presi nella rete del nostro auto riflettente web. Non esser bloccati da circostanze esterne. Ma vivere dal profondo del nostro stesso essere, dal profondo dell’essere stesso.

La meditazione è una disciplina di presenza. Con l’immobilità del corpo e della mente impariamo ad esser totalmente presenti a noi stessi, alla nostra situazione, al nostro posto. E’ non fuggir via. Rimanendo radicati nel nostro essere diventiamo presenti alla sua sorgente. Diventiamo radicati nell’essere stesso. Attraverso le varie circostanze della vita, nulla ci può turbare.

Il processo è graduale. Ci vuole pazienza. E fedeltà. E disciplina. E umiltà.

L’umiltà della meditazione vuol dire metter da parte tutte le problematiche importanti per il sé. Vuol dire fare l’esperienza di esser poveri, spogliati dell’ego, man mano che impariamo come essere. Esse presenti alla presenza. Impariamo, non perché siamo intelligenti, ma dalla sorgente stessa della saggezza, lo Spirito di Dio.

John Main OSB

estratto da: “Esser presenti adesso”