Letture settimanali 20 novembre 2016

Non troveremo mai pace nel mezzo delle nostre preoccupazioni e problemi, cercando di risolverli attraverso la ruminazione. Il pensiero è un falso labirinto che ci riporta sempre al punto di partenza. La preghiera è il vero labirinto che ci conduce più in profondità del pensiero e ci porta alla pace che “supera ogni comprensione”. Lasciar andare le nostre ansie è la nostra grande difficoltà, che testimonia la resilienza negativa dell’ego. Tuttavia è così semplice. Dobbiamo solo afferrare la vera natura della meditazione: non è che ci sforziamo di non pensare a nulla, ma è che non pensiamo affatto. […]

In molti labirinti antichi, il loro centro era abitato da un mostro, un elemento di paura e una minaccia per la vita. I labirinti cristiani hanno messo, al centro dei giri e delle circonvoluzioni della vita, Cristo. In Cristo, troviamo non la paura, ma il dissolversi della paura nella certezza primaria e definitiva dell’amore. La meditazione è il lavoro dell’amore, ed è attraverso l’amore, non attraverso il pensiero, che conosciamo essenzialmente Dio: la conoscenza che ci salva è la conoscenza dell’amore. Per questo John Main descrive la nostra esperienza umana dell’amore come il modo migliore per capire perché meditiamo e come la meditazione ci conduce alla realtà.

In ogni relazione, attraversiamo stadi diversi. In ogni stadio di crescita, ci sarà una crisi, un ennesimo salto di fede. Tutti passiamo attraverso dei cicli: entusiasmo, difficoltà nella disciplina, aridità, disperazione, illuminazioni temporanee. Ma come compagni di viaggio, ricordiamoci sempre l’un l’altro, dall’interno del labirinto, che il centro è la nostra vera casa. E ricordiamoci che i lampi di gioia, i risvegli temporanei sono emanazioni dell’amore che è la natura della realtà…

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Letter One,” WEB OF SILENCE (London: Darton, Longman, Todd, 1996), pp. 14-17.