Letture settimanali 2 dicembre 2012

Forse, uno dei dilemmi che al giorno d’oggi confonde la cristianità tradizionale è cosa significhi comunicare il vangelo in modo non competitivo nell’ambito della relazione con altre fedi… Per il cristiano fondamentalista, tutto questo è assurdo.

 

Eppure, questo è ciò che sta accadendo oggi ovunque e in ogni momento. E forse… lo Spirito sta cercando di insegnarci qualcosa. Forse la cristianità sta imparando che se essa è veramente universale, deve cercare e riconoscere se stessa in tutte le forme dell’esperienza spirituale umana e in avvenimenti spirituali di ogni genere…

Oggi stiamo entrando in una nuova era di dialogo religioso, di tolleranza, di mutuo rispetto e di apprendimento reciproco che chi ci ha preceduto non avrebbe mai immaginato. Eppure la giustezza di ciò per i Cristiani è confermata dal fatto che è assolutamente in linea con la personalità e l’esempio di Gesù. Egli non rifiutava nessuno, tollerava tutti e scorgeva il mistero di Dio in ciascuno e nella natura. Mangiava con coloro che avrebbe dovuto disprezzare; parlava con coloro che avrebbe dovuto evitare. Era aperto agli altri tanto quanto lo era con Dio. […]

In Gesù, il tempo e l’eternità si intersecano, la Parola diventa parola umana. Ma l’intersezione avviene nella povertà di spirito umana. La povertà è il punto “ in cui il mistero infinito incontra l’esistenza concreta”. La povertà non è soltanto l’assenza delle cose attraverso la consapevolezza del nostro bisogno degli altri, di Dio. Lo stato di bisogno nell’uomo è universale. I ricchi e i potenti, come i poveri e gli emarginati, si trovano egualmente in una situazione di bisogno.

Il bisogno è semplicemente il forte sentimento che scaturisce in risposta alla realtà dell’interdipendenza. Noi non siamo separati l’uno dall’altro o da Dio. La saggezza consiste nel riconoscere il nostro essere correlati. La compassione è la pratica della nostra connessione. Durante la meditazione noi penetriamo in un livello di realtà più profondo di quello della nostra superficie, la mente guidata dall’ego che molto spesso resta intrappolata nella rete illusoria della nostra indipendenza ed isolamento. Liberarsi da questa rete rappresenta il lavoro quotidiano della meditazione ed anche il nuovo modello della pratica della presenza di Dio nella vita ordinaria, che si raggiunge attraverso una meditazione quotidiana.

Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Anniversario di John Main, 30 dicembre 1996”, WCCM International Newsletter, Winter, 1996.