Letture settimanali 19 agosto 2018

La parola contemplazione ha in sé templum, ovvero tempio. Oggi noi pensiamo ad un edificio di carattere religioso. Ma il significato originario non indicava la struttura materiale ma il puro spazio stesso – prima della costruzione dell’edificio o prima che vi si svolgessero i riti sacri. Le parole di S. Paolo acquistano così un nuovo significato: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito dimora in voi?” (1 Cor. 3:16). Così noi siamo spazio. Non solo contenitori di pensieri e immaginazioni sorprendenti, o una sequenza di neuroni e una qualche biologia complessa. Siamo la spaziosità di Dio.
[…] e siamo in relazione. Suor Eileen O’Hea, che mi ha aiutato qui a Fara alla guida del primo Ritiro di Meditazione della Scuola alcuni anni fa, aveva una frase commovente che ricordo sempre: le relazioni sono il terreno sacro della nostra umanità. Questa intuizione riguarda tutte le relazioni. Dal punto di vista esistenziale, non possiamo immaginarci non immersi in relazioni di ogni dimensione: storica, sociale, emotiva, ecologica e cosmica. Viviamo in una rete inter relazionale di esseri.
[…] Relazione contemplativa significa andare oltre il senso limitato di “le mie” relazioni – quelle di cui vogliamo avere il controllo, possedere, provare gelosia o proteggere energicamente con il lato oscuro dell’eros. Dal lato opposto, consideriamo le relazioni come terreno di crescita dove impariamo la bellezza, il non possesso, l’amore distaccato e senza proiezioni e la crescita nella conoscenza di sé. Le relazioni sono tempio-spazio, non costruzioni dell’ego.
Brano tratto da Laurence Freeman OSB, “Dearest Friends”, Meditatio Newsletter October 2017.