Letture settimanali 16 febbraio 2014

 Molti di noi passano gran parte del tempo in conversazioni vuote perché siamo spaventati e ci sentiamo socialmente imbarazzati di fronte ai momenti di silenzio durante i nostri incontri.

Abbiamo paura del silenzio anche quando siamo soli e così, spesso, viviamo con un continuo chiacchiericcio di trasmissioni radio o musiche di sottofondo.

Nella meditazione passiamo la soglia dal rumore di fondo al silenzio. Questo è vitale per noi perché il silenzio è necessario se lo spirito umano vuole svilupparsi ed essere creativo. Il silenzio dà una risposta creativa alla vita, al nostro ambiente e ai nostri amici, perché dà spazio allo spirito per respirare, spazio per essere. Nel silenzio non ci dobbiamo giustificare né scusare, né dobbiamo fare colpo su qualcuno. Dobbiamo solo essere.

 E’ una grande meravigliosa esperienza di libertà. Nel silenzio non reciti un ruolo né soddisfi delle aspettative. Tu sei solamente là, mentre realizzi il tuo essere, aperto alla realtà. Quindi, nella visione cristiana, tu sei sopraffatto dalla scoperta che la realtà in cui si trova il nostro essere è l’amore. Nel silenzio sappiamo che il nostro spirito si espande nell’amore.

Imparare ad essere silenziosi è iniziare un viaggio. Tutto ciò che devi fare è cominciare. Fare il primo passo nel silenzio è cominciare il viaggio della tua vita, il viaggio nella vita. Tu impari due cose: la prima, a stare fermo, non perché hai paura di muoverti o perché ti imponi un compito, ma perché nell’immobilità cerchi un’unità di corpo, mente e spirito. Seconda cosa, ripeti il tuo mantra in risposta al silenzio profondo da cui scaturisce l’immobilità.

Come cominci a recitare il mantra, diventi consapevole di essere sulla soglia del silenzio. Questo è un momento critico per la maggior parte delle persone, quando si lascia il mondo familiare dei suoni, delle idee, dei pensieri, delle parole e delle immagini. Non sai quello che ti aspetta quando entri nel silenzio. Ecco perché è così importante imparare a meditare in una tradizione e in un gruppo che riceve, trasmette e incarna quella tradizione. Per noi si tratta di una tradizione che dice “non aver paura”. Gesù è il cuore di una tradizione che vede lo scopo della meditazione nell’essere alla presenza dell’amore, l’amore che scaccia via tutte le paure.

Potrei usare tutte le parole del vocabolario per parlare dell’eterno silenzio di Dio che abita nel nostro essere più intimo, il silenzio della pura creazione. Potrei dire quanto è importante quel silenzio perché in esso tu senti pronunciare il tuo nome chiaramente e per la prima volta. senza errori. Arrivi a capire chi sei. Tuttavia tutte queste parole fallirebbero nel comunicare l’esperienza stessa, un’esperienza di libertà, non centrata in se stessi, nella presenza creatrice di Dio.

John Main OSB

Estratto da: “Il Verbo fatto carne”