Letture settimanali 15 giugno 2014

 Se ci sentiamo separati da chi ci circonda, è perché siamo isolati da noi stessi.

Soltanto quando sappiamo chi siamo e quindi possiamo essere chi siamo, allora siamo in grado di comunicare noi stessi agli altri… [Ma] “in realtà che cos’è che ci trattiene dal contatto col nostro vero sé ?” La meditazione ci risponde in maniera molto semplice. E’ una risposta non facile, ma semplice. “Nulla”. Nulla si frappone tra noi e il nostro vero sé.  Niente,  eccetto tuttavia la falsa idea che qualcosa si frappone di fatto  fra noi e il sé. La falsa idea è quello che chiamiamo ego. […]

Al momento della meditazione, mattino e sera, rimuoviamo un altro strato di auto-coscienza. In primo luogo impariamo a lasciare andare tutte le idee. Poi al successivo livello di consapevolezza ci distacchiamo dall’immaginazione e mettiamo da parte tutte le immagini. Una volta fatto questo, siamo semplicemente noi stessi, nudi e senza stratificazioni. Questo è quello che Gesù chiama “povertà in spirito”…

È una bella povertà in spirito. E’ un sentiero corroborante da seguire. Anche se ci sono momenti in cui è aspro, non per questo cessa di essere felice, bello e pieno di pace. È una sublime povertà perché ci consente di esser liberi, di vedere la luce del nostro vero sé e di comprendere che noi siamo quella luce. Il mantra ci conduce, attraverso le stratificazioni del pensiero, del linguaggio e dell’immaginazione, verso la luce pura della consapevolezza piena. […] Il mantra è semplicemente il punto focale che ci guida verso il centro dove risplende la luce del vero sé … Mentre continui a meditare, può darsi che tu  non avverta ciò che accade…. ma non preoccuparti e non aspettarti  che succeda qualcosa.

[Ma] Se perseveri, allora la tua stessa vita, lentamente ma profondamente, risplenderà di quella luce interiore… e scoprirai che quella luce è presente in ogni cosa.

Laurence Freeman OSB

Estratto da: “Luce interiore”