Letture settimanali 14 ottobre 2012

John Main una volta raccontò le reazioni che una conferenza sulla preghiera aveva suscitato in un monastero di Trappisti in Irlanda.

L’Abate gli aveva chiesto all’improvviso e senza un previo accordo di avere un’ora del suo tempo per parlare ai monaci della preghiera contemplativa e lo aveva condotto in una chiesa austera con due cori allineati di silenziosi monaci incappucciati. Parlò della preghiera contemplativa dal profondo del cuore. Alla fine della conferenza i monaci silenziosamente sfilarono di fronte a lui e, in fondo alla fila, uno dei monaci più anziani si fermò vicino a lui e bisbigliando gli chiese: “Qual è il mantra?”. Padre John gli disse: “Maranatha”. Il vecchio monaco rimase assorto per alcuni istanti e disse: “Lo sa, sono 40 anni che aspetto di sentire questo”.

Per coloro che lo ascoltavano trasmettere la tradizione della meditazione cristiana, la presenza personale e l’autorità di John Main potevano essere causa di un radicale cambiamento di vita. Le sue parole erano una potente riaffermazione di un antico insegnamento ritornato in vita con una freschezza tale che costituiva una sfida… Per lui, il mezzo della comunicazione non era essenzialmente una personalità umana ma lo Spirito Santo, ugualmente presente in chi parla e ed in chi ascolta, e nella Parola vivente che li connette. Parlava e scriveva con l’autorità di chi è stato guidato direttamente nel cuore pulsante della tradizione e l’ha totalmente assimilata personalmente, ma intendeva comunicare la tradizione viva, non solo la sua esperienza personale.

“Nella vostra personale esperienza” è una frase che spesso troviamo in San Paolo e che anche John Main usava frequentemente nei suoi insegnamenti orali e scritti. Aveva fiducia che l’insegnamento stesso avesse la capacità di persuadere per mezzo dell’esperienza. Il Budda insegnava il suo dharma con la propria autorità ma diceva ai discepoli di provarlo da se stessi nella loro personale esperienza. L’insegnamento cristiano, in modo similare, insiste sulla fede che, sviluppandosi, porta alla conoscenza (gnosi). L’Experientia magistra (” l’esperienza è maestra”) di Giovanni Cassiano esprime una profonda verità cristiana: Cristo è l’insegnamento ed il maestro e, se sappiamo raggiungere fedelmente le condizioni spirituali tramandate nel tempo dalla tradizione – silenzio, immobilità, e semplicità – saremo portati a comprendere sperimentalmente questa unità. Così, come John Main direbbe, il primo impegno del maestro umano è quello “di sparire gradatamente e più in fretta possibile” in modo da condurre le persone a vedere Cristo come “il maestro”.

Nell’insegnamento di John Main. c’è una forte enfasi sull’esperienza. La meditazione per lui è un modo di sperimentare la fede non solamente una credenza. Tutto ciò lo si può realmente capire solo nell’esperienza contemplativa. Egli non sviluppò nessuna teologia sistematica o un insegnamento che dipendeva dal trovare sempre qualcosa di nuovo da dire. La sua immaginazione ed intelligenza avrebbero potuto condurlo su questo cammino, ma di fatto fu la sua propria esperienza – fondata sulla sua meditazione giornaliera – così reale che non gli permise di dimenticare la sua personale scoperta, cioè che la preghiera cristiana è e si trova nella conoscenza partecipativa, non nel pensiero: “Per mezzo del pensiero, non arriverai mai a conoscerlo, ma lo conoscerai solamente attraverso l’Amore” (La nube della Non Conoscenza).

Laurence Freeman OSB
Estratto da “La Nube della Non Conoscenza