Letture settimanali 11 novembre 2012

In un periodo di ansia e stress come quello in cui viviamo, il fardello del tempo grava pesantemente sulle nostre spalle.

Il peso intollerabile del tempo e, paradossalmente, la sua fugace sparizione diventa una crocifissione senza resurrezione. Il grande aumento dell’incidenza delle malattie mentali nella società moderna potrebbe essere attribuito a questo. La meditazione trasforma il  nostro  costrutto mentale di passato e futuro con l’approfondire l’esperienza del momento presente – il significato  della contemplazione come il “semplice godimento della verità”.

La morte, su cui mirabilmente si concentra la mente,  ci conduce verso un’ intensa esperienza della realtà. Ogni momento prezioso viene assaporato e condiviso con gioia e meraviglia. Gli innamorati che devono affrontare la morte godono di ogni istante che resta loro senza però contare i secondi. Il momento presente non può essere misurato. Anche questo significa essere liberi dai limiti. Il cameriere che dice  “buon appetito” quando iniziate a mangiare, lo fà nel momento giusto. Come possiamo descrivere il momento presente senza far riferimento al tempo? Non possiamo, proprio come non possiamo parlare dell’unica Parola senza usare le parole. Ma il momento presente non prescinde dal nostro concetto di passato e futuro. Esso contiene il tempo. Potremmo dire che noi iniziamo a vivere il momento presente quando smettiamo di contare o guardare scorrere i secondi che fanno tic-tac. Ciò appare evidente quando vediamo realmente che il momento presente è ogni momento, senza interruzioni, senza momenti che ci lasciano a bocca aperta, momenti sprecati, dimenticati o ignorati. Si tratta di essere pienamente consapevoli di tutto. Qui e adesso.

Questo è l’ultimo paradosso…Come possono coesistere tempo ed eternità? Eppure la meditazione ci dimostra che possiamo vivere nell’eterno ora mentre scriviamo relazioni degli incontri di e pianifichiamo i nostri incontri di domani. La guarigione può avvenire nel momento in cui stiamo morendo. Si può capire perché la tradizione Vedica drammatizza tutto ciò quando dice che questo mondo è un’ illusione, soltanto un mondo dei sogni dal quale ci sveglieremo come quando guardiamo un film e poi si accendono le luci  e il proiettore si spegne. Padre John e la tradizione cristiana non amano dire questo perché  ciò sminuisce il paradosso dell’Incarnazione nonché l’esperienza dell’amore umano giorno dopo giorno lungo gli anni del pellegrinaggio della nostra vita. Eppure alla luce del momento presente, gran parte dei nostri pensieri e delle nostre  supposizioni appaiono illusorie, tante ansie si dissolvono, tante crisi scompaiono e gran parte delle nostre difficoltà  sembrano allentarsi. Padre John non minimizza la purificazione della mente che deve avvenire prima di ogni altra cosa:

 “ Ma noi dobbiamo comprendere anche questo,  io vi ingannerei seriamente se non parlassi nel modo più chiaro possibile: la purificazione che conduce a questa purezza di cuore, che conduce alla presenza dentro di noi è un fuoco che consuma. E la meditazione è entrare in quel fuoco. Il fuoco che brucia tutto ciò che non è reale, che brucia tutto ciò che non è vero, che non ama. Non dobbiamo aver paura del fuoco. Dobbiamo avere completa fiducia nel fuoco poiché il fuoco è il fuoco dell’amore. Il fuoco è addirittura qualcosa di più – è il grande mistero della nostra fede – è il fuoco che è amore.

Pronuncia il tuo mantra. Se lo pronunciamo sinceramente,  noi non possiamo essere in altro luogo se non qui e in questo momento.

 

Laurence Freeman OSB

estratto dalla Newsletter Dicembre 2007