Letture settimanali 10 febbraio 2013

Dobbiamo imparare, ed è assolutamente indispensabile capirlo, che soltanto una cosa è necessaria, poiché soltanto una cosa ”è”.

Tutti noi dobbiamo quindi occuparci della nostra mancanza di disciplina. Dobbiamo condurre le nostre menti, che vagano senza tregua, verso uno stato di immobilità. E’ una delle più grandi lezioni di umiltà che impariamo quando ci rendiamo conto di raggiungere la saggezza e l’immobilità, e oltrepassiamo le distrazioni, soltanto attraverso il dono di Dio… E tutto ciò che dobbiamo fare è predisporci, e lo facciamo restando in silenzio, all’infinità di Dio. Impariamo a restare in silenzio  pronunciando il nostro mantra con umile fedeltà.

E’ come se il mistero di Dio fosse un meraviglioso diamante sfaccettato. Quando parliamo o pensiamo a Dio è come se stessimo rispondendo ad una o all’altra faccia, ma quando siamo in silenzio – ovvero, alla presenza di Dio – noi rispondiamo al mistero che chiamiamo Dio nella sua interezza… L’aspetto meraviglioso è che è la nostra interezza a rispondere alla totalità del mistero di Dio. Non è solo il nostro intelletto, o  le nostre emozioni,  né il nostro lato ‘religioso’ o quello ‘terreno’…

La gente spesso chiede, “ Com’é l’esperienza della preghiera?” Le persone vogliono sapere, “Che cosa accade? Com’è? “ E’ come il silenzio. E che cosa succede? Nel silenzio – pace. Nel silenzio – presenza. E un silenzio ancora più profondo. La via verso quel silenzio richiede grande pazienza, grande fedeltà e… imparare a ripetere il mantra. Come disse Giovanni Cassiano, il mantra contiene tutto ciò che la mente umana può esprimere e tutto ciò che il cuore umano può sentire. Quella piccola parola ci accompagna e ci conduce verso il silenzio, che è il silenzio di energia creativa. Quanto tempo occorre, non ci deve preoccupare. “ Per il Signore, mille anni sono come un giorno”. L’unica cosa importante è che noi siamo in cammino.

John Main OSB

Estratto da “Moment of Christ”