La Scuola di Meditazione Newsletter trimestrale (settembre/novembre 2019)


La Scuola di Meditazione

Newsletter trimestrale (settembre/novembre 2019)

Padre Laurence scrive …

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La nostra comunità, come ogni forma di vita spirituale, è sempre in crescita e, quindi, in continua evoluzione. La Scuola di Meditazione risponde e rispecchia questa crescita. Sono lieto che Cathy Day abbia assunto il nuovo ruolo di Direttrice della Scuola, con la sua energia e l’intuizione creativa formatasi durante la sua carriera nel settore dell’istruzione. In precedenza, è stata Direttrice dell’Educazione Cattolica a Townsville, dove ha collaborato con il vescovo Michael Putney e Ernie Christie per portare la meditazione cristiana in tutte le scuole della diocesi. Quando ho fatto una visita l’anno scorso, ho notato quanto ora si sia saldamente inserita. 

Ci vuole tempo, fede e una buona squadra per radicare una pratica spirituale: ecco perché la Scuola è per individui, comunità nazionali e Chiesa. Come proposto dal Consiglio Direttivo, quest’anno l’attenzione del WCCM è il “Cristianesimo contemplativo”. Questo è il cuore della scuola: come coltivare e incorporare la dimensione contemplativa della fede. Un grazie al nostro team scolastico a nome di tutta la comunità.

Sotto la direzione di Cathy, con la collaborazione degli altri nostri direttori (per le relazioni con le comunità nazionali, la comunicazione, l’IT e le relazioni ecclesiali); e con l’aiuto di Tina Gotla-Aluri, la nostra brava e dedita assistente amministrativa della Scuola presso l’Ufficio Internazionale di Londra, la Scuola sta sviluppando nuovi modi per introdurre i neofiti alla meditazione; rendere più radicato chi è già nel percorso e soprattutto aiutare a formare una nuova generazione di insegnanti.

Sto scrivendo nel corso della prima giornata di ritiro per giovani adulti a Bonnevaux. Sono trenta, venuti da tutto il mondo, e l’energia pacifica di Bonnevaux ha già dimostrato come approfondisca e risvegli coloro che meditano qui. Avremo eventi regolari della Scuola a Bonnevaux, oltre ad eventi regionali, come quelli che si terranno dopo il Seminario su John Main a Vancouver e il ritiro della Scuola quest’anno a Penang.

Il nuovo sito web della Scuola è un perfetto esempio di uso della tecnologia per aiutare la vita contemplativa a crescere. Ha un aspetto pulito, moderno ed è facile da navigare e viene aggiornato di frequente. Particolarmente importanti e interessanti sono i nuovi corsi online. Se non lo hai ancora visitato, ti esorto a farlo e a tornarci regolarmente. Ti aiuterà a re-immaginare la Scuola e vedere come faccia veramente parte del tuo viaggio e del tuo modo di condividere il dono della meditazione con gli altri.

Con affetto, 

                           Laurence Freeman OSB

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Lettera dal direttore 

Benvenuti al primo resoconto trimestrale della Scuola di Meditazione. Questo primo anno, nel ruolo di direttrice della scuola, mi ha permesso di conoscere molte persone nuove e di lavorare su alcuni nuovi favolosi programmi che spero possano essere molto utili nel sostenere il viaggio di meditazione per individui singoli e approfondire l’esperienza di meditazione di gruppo.

Nel corso di quest’anno, siamo stati impegnati nel significativo lavoro di costruzione del nuovo sito web della Scuola di Meditazione con lo sviluppo di nuovi corsi, una biblioteca di risorse e la revisione, l’aggiornamento e l’integrazione delle linee guida e delle risorse del relatore attuali, utilizzate per il programma Essential Teachings [Insegnamenti essenziali]. Stiamo osservando molte persone nuove registrarsi ai nostri corsi e speriamo che molti continueranno a far parte di un gruppo di meditazione. Se non hai già visitato il nostro nuovo sito Scuola di Meditazione, ti invitiamo a farlo.

Un altro importante lavoro che è stato sviluppato è una serie di programmi di formazione e training per migliorare la capacità all’interno delle comunità locali di formare meditatori per condurre seminari di insegnamento essenziali e per essere in grado di condurre e presentare ritiri ed eventi della comunità. Il primo workshop “Insegna ad insegnare gli Essential Teachings” si è tenuto di recente, dopo il seminario John Main, presso la Quest University, a Squamish in Canada. Questo primo workshop è stato ben accolto e sta già apportando nuova energia alle comunità attraverso l’entusiasmo condiviso e il sostegno fiducioso, fornito da coloro che vi hanno partecipato. Questa opportunità è stata un grande privilegio e un momento di arricchimento personale. Un secondo workshop sarà condotto a Penang all’inizio di novembre.

Continuo a ricevere feedback da persone varie che pongono alla Scuola di Meditazione richieste diverse. Al momento, sto lavorando ad un elenco che include la traduzione del nostro materiale in varie lingue, lo sviluppo di nuove risorse da usare nei gruppi che includa discorsi e video più brevi, modalità per condividere tra le nostre comunità le risorse utili progettate localmente, individuazione di modi per portare l’insegnamento essenziale ai meditatori online, nuovi modi di formazione e tutoraggio ai capigruppo, e l’elenco non finisce qui. Sebbene intenda rispondere a tutte le richieste, le nostre risorse umane sono limitate e alcune cose richiederanno del tempo. Una caratteristica dei nostri meditatori è la pazienza!

Il seminario di John Main è stato per me un momento stimolante e di ispirazione. Sarah Bachelard ha tenuto una serie di conferenze straordinaria che, pur riconoscendo gli edifici barcollanti che descrivono oggi molte delle nostre chiese cristiane, ha focalizzato la nostra consapevolezza sull’importanza della nostra vocazione come comunità contemplativa, unita attraverso la pratica della meditazione cristiana. Nel discernimento di questa vocazione comunitaria, ci viene chiesto di distinguere tra una “ostinazione che cerca di aggirare il come le cose sono” (nelle nostre chiese e le nostre vite quotidiane) e una “speranza che è immersa nel come le cose sono” riconoscendo la possibilità di trasformazione, in mezzo al caos, della realtà vissuta. La nostra fedeltà alla nostra pratica apre i cuori alla speranza piuttosto che all’illusione.

Cathy

gong-meditation-small-o947q0wia4eyqn4igq5belt0mniiwt5tc8hpymlvcwFocus sui Gruppi

è una rubrica per venire a conoscenza dei gruppi di meditazione da tutto il mondo. 

In questa prima edizione, Liz Watson ci parla di due gruppi di meditazione molto diversi, che conduce a Londra, uno nella chiesa di St. Mary Le Bow e l’altro in una prigione maschile.

Liz Watson è un membro di lunga data del WCCM e ne è stata al servizio con ruoli diversi. Attualmente, la sua attività si concentra nell’insegnamento della meditazione, nella conduzione di ritiri e nella direzione spirituale.

Visto che condividiamo il cammino comune della Meditazione Cristiana, non sarebbe meraviglioso incoraggiarci gli uni gli altri a condividere le nostre storie? Per questo, ci piacerebbe vedere la storia del tuo gruppo di meditazione nella prossima edizione di Focus sui Gruppi. Per saperne di più, scrivi a  tina@wccm.org (in inglese).

Diversi ma uguali

Conduco due gruppi a Londra. Uno si incontra nella cripta, bellissima, silenziosa e piena di pace di una chiesa nel cuore della City, il quartiere finanziario della città. Ci si incontra ogni martedì a pranzo per 35 minuti.

L’altro gruppo si incontra nella cappella di una prigione maschile, ospitata in un edificio vecchio ed ostile, caratterizzato dal rumore di cancelli di ferro, chiavi, urla e abbaiare di cani. Ci si incontra ogni mercoledì mattina per circa 2 ore.

Ad un primo sguardo, i due gruppi sono molto diversi tra loro. Il primo incontro ha una durata appena sufficiente per risistemare tutti fisicamente, fornire una breve introduzione alla pratica, fare una breve lettura e 25 minuti di silenzio. Quindi, si torna tutti di nuovo al lavoro.

L’incontro del secondo gruppo dura onestamente troppo, ma è così che deve essere nel regime carcerario. Un sacco di tempo per presentarsi a vicenda, un’introduzione completa alla pratica, 20 minuti di meditazione, tempo per riflettere su ciò che è accaduto, una pausa generosa per bevande e biscotti e poi un momento di lectio divina.

Ma ci sono anche molte somiglianze. Prima di tutto, entrambi attirano più uomini della maggior parte dei gruppi di meditazione e delle riunioni con cui ho familiarità. (È ovvio che il gruppo carcerario sia composto solo da uomini!) Ed entrambi attraggono persone con età più diversificate rispetto agli altri gruppi. Entrambi i gruppi hanno inoltre un alto cambio di partecipanti; ci sono nuove persone quasi ogni settimana in entrambi. Si diventa esperti nello spiegare la pratica in modo conciso. Eppure, nonostante il cambio di guardia, il senso di comunità e la forza di meditare insieme è sempre evidente.

In entrambi i gruppi, alcune persone accolgono subito la pratica, altre non riescono assolutamente ad abbracciarla, altre non sono del tutto sicure, ma continuano a tornare per fare un altro tentativo di tanto in tanto. E riportano esperienze simili. In prigione, una reazione comune è un senso di pace, calma, rilassamento, che è al contempo una sorpresa e un sollievo. Qualcuno ha recentemente affermato che è come se il suo cervello si fosse rilassato. Una persona molto irrequieta si è resa conto che poteva tornare al mantra, invece di arrendersi, se solo si dava un po’ più di disciplina; l’autodisciplina era la chiave. Un altro ha raccontato che tendeva a mettersi meno nei guai, perché stava usando il mantra per frenare le sue reazioni.

Alcuni commenti recenti dal gruppo della City si sono concentrati sul lasciar andare lo stress, su ciò che non si può cambiare, sul rispondere in maniera meno emotiva, sull’impegnarsi più facilmente su una cosa alla volta, scoprendo che, quando le cose vanno male, la migliore tattica è fare pochi minuti di meditazione e tornare con una mente più chiara.

  Ieri ho letto nel gruppo della City un brano tratto da “Door to Silence”, che inizia così: “È facile che noi ci si lasci disumanizzare, ci si arrenda e si diventi non cittadini ma consumatori. Nella nostra società materialista e tecnologica, è facile vivere solo con obiettivi materialistici che sono raggiunti in modo meccanico. Ogni giorno, possiamo seguire la routine perdendo la freschezza della creatività e della libertà”. Quanto è importante questo oggi, qualcuno ha commentato, nonostante sia stato scritto 40 anni fa.

 Liz Watson

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