Insegnamenti settimanali del 5/7/2020 – L’importanza della comunità

L’importanza della comunità

Abbiamo visto come nel nostro cammino di meditazione la nostra guida interiore è Cristo,ma siamo anche sostenuti dall’esterno, in modo particolare dalla comunità di meditazione.

Nel nostro essere più profondo, nella nostra essenza, noi siamo un riflesso dell’amore Divino e siamo sostanzialmente degni di consenso e di amabilità. Una volta che abbiamo preso coscienza di questa verità per quanto ci riguarda, la accettiamo come verità anche per gli altri. Allora possiamo davvero “amare il nostro prossimo” come Gesù ci insegna, “come noi stessi”, perché vediamo noi stessi come il nostro prossimo. Tuttavia ciò richiede tempo, come ha sottolineato un Padre del Deserto, e non è una cosa facile da raggiungere: “Mi ci sono voluti 20 anni per vedere tutti gli esseri umani come uno!” Eppure, più diventiamo consapevoli di esser accettati da Dio così come siamo, più facile diventa anche accettare gli altri come sono: “Impariamo a lasciar essere il nostro prossimo, proprio come impariamo a lasciare Dio essere. Impariamo a non manipolare il nostro prossimo, ma piuttosto ad onorarlo, ad onorare la sua importanza, la meraviglia del suo essere”.

A questo punto cominciamo a connetterci con gli altri dal profondo, dal nostro essere e non dalla nostra superficie ferita del sè, il nostro “ego”. John Main nel libro “Dalla Parola al Silenzio” dice: “L’essenza della Comunità è un riconoscimento ed una profonda reverenza verso l’altro”. Il nostro comportamento sarà basato allora su un senso di unità e di interconnessione che darà luogo ad un senso di empatia, rispetto ed anche ad un desiderio di assistenza reciproca. Lungo il cammino spirituale le relazioni personali e la comunità vivente sono opportunità essenziali, dove questo amore e rispetto per noi stessi e per gli altri vengono valorizzati. Quando ci scontriamo l’uno

contro l’altro, diventiamo consapevoli dei nostri abituali riflessi condizionati in risposta a certi comportamenti e situazioni. Dobbiamo capire che questi si sono venuti formando nel passato e non sono appropriati nel momento presente. La nostra irritazione, perfino la rabbia, l’invidia e l’orgoglio, dimostrano che la nostra profonda vulnerabilità viene da un altro tempo e da un altro luogo. Così gli amici e le persone amate ci rendono consapevoli della nostra “ombra”.

Specialmente quando ciò è accompagnato da una regolare preghiera/meditazione insieme, ci aiuterà a trascendere la nostra fragilità. Pregare insieme significa crescere insieme, quindi “la preghiera è la grande scuola della comunità” (“Dalla Parola al Silenzio). Lentamente questa crescita porta alla vera auto-conoscenza e quindi ad una più profonda consapevolezza della Presenza Divina. John Main nel libro “The inner Christ” (Il Cristo Interiore) dice: “Noi possiamo diventare pienamente presenti al “qui e ora” del momento divino solo se possiamo lasciarci completamente alle spalle il passato”. Questo quindi ci permette di diventare la persona che Dio vuole che siamo.

Il gruppo di meditazione e la comunità che ne scaturisce facilita ciò in modo significativo. Inoltre, come dice Laurence Freeman nel libro “A Pearl of Great Price” (La perla di grande valore) “Non c’è nulla di nuovo a proposito dei Cristiani che si riuniscono per pregare insieme. ‘ L’intero gruppo dei fedeli era unito nel cuore e nell’anima; essi erano uniti in una preghiera continua’ . Questo si diceva della piccola chiesa di Gerusalemme formatasi dopo la morte e resurrezione di Gesù”.

Man mano che il Cristianesimo si diffondeva i primi cristiani si incontravano a pregare in piccoli gruppi nelle loro case proprio come noi facciamo nei nostri gruppi di meditazione. Specialmente nei primi tempi in cui i Cristiani erano spesso una minoranza perseguitata, il sostegno ed il conforto reciproco erano essenziali. Anche noi abbiamo bisogno di questo supporto dei compagni di viaggio in un mondo che non capisce, che perfino denigra la nostra ricerca spirituale.

Inoltre, la preghiera diventa più potente quando le persone pregano insieme, come Gesù ci ha insegnato: “Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo 18,2).

Kim Nataraja