Insegnamenti settimanali del 3/5/2020 – Dove preghiamo?

Dove preghiamo?

E’ interessante notare quanto la tradizione del Deserto sia stata un movimento cristiano molto diffuso ed importante.

Inizialmente c’erano solo pochi eremiti, ma entro la fine del IV secolo almeno trentamila uomini e donne vivevano nei deserti dell’Egitto, della Palestina e della Siria. “Le parole di Antonio convinsero molti a intraprendere la vita solitaria. E così, da allora, sorsero monasteri tra le montagne e il deserto fu abitato dai monaci.”(Vita di Antonio).

Questo fu sostanzialmente un movimento laico; neanche Antonio era un prete. Solo col passare del tempo alcuni degli eremiti anziani vennero ordinati, ma non furono mai molti. Vivevano soli, in coppia o in piccoli gruppi. Si incontravano il sabato e / o la domenica per il culto comune in un edificio della comunità centrale, chiamato ecclesia, che veniva utilizzato per vari scopi. Oltre a questo, essi erano regolarmente impegnati nella preghiera privata all’interno delle loro celle dove imparavano a memoria il passo della Scrittura che avevano ascoltato. Lo facevano con la meditazione – la ripetizione solitaria di un brano tratto dalle Sacre Scritture, senza riflettere sul suo significato. Meditare sulla Scrittura come possiamo fare noi, analizzandola linguisticamente e testualmente non faceva assolutamente parte della loro cultura. La loro meditazione non significava pensare alla Scrittura, ma interiorizzarla, diventando parte di essa. In questa cultura orale la ripetizione veniva fatta a voce alta: “Lo abbiamo sentito meditare.” (Abba Amoun a proposito di Abba Achille). E inoltre, essi conoscevano tutti i salmi a memoria e li ripetevano ogni ventiquattro ore. Era un luogo rumoroso, il deserto: le parole dei salmi arrivavano da ogni direzione !

Essi non smettevano quando iniziavano a lavorare; univano il lavoro e la preghiera, un atteggiamento di preghiera continua pervadeva la loro vita. I passaggi della Scrittura che avevano interiorizzato nella preghiera privata potevano tornare alla mente e rivelare il loro significato personale durante il lavoro. Questa vita di preghiera veniva alimentata dal loro desiderio di fare ciò che san Paolo aveva insegnato: “Pregate continuamente”. Evagrio disse addirittura: “La vita è preghiera”.

La preghiera può avvenire ovunque: “Ora, circa il luogo, è giusto sapere che ogni luogo è adatto alla preghiera, se una persona prega bene… ma tutti possono avere un luogo santo appartato e scelto all’interno della propria casa (cella), se possibile, per fare le proprie preghiere in tranquillità e senza distrazioni “(Origene).

Ma va da sé che pregare insieme in un luogo d’incontro centrale era ritenuto molto importante: “Un luogo di preghiera, il luogo dove i credenti si riuniscono, è come avere qualcosa di misericordioso che ci aiuta, poiché i poteri angelici sono vicino alla folla di fedeli, così come i poteri del nostro Signore e Salvatore stesso, e gli spiriti dei santi. Pertanto, facciamo sì che nessuno disdegni le preghiere nelle chiese, in quanto esse hanno qualcosa di eccezionale per la persona che veramente si unisce a loro “(Origene)

Troviamo la stessa enfasi nell’insegnamento di John Main. La meditazione è per tutti, non solo per le persone religiose e può essere fatta ovunque.

Kim Nataraja