Insegnamenti settimanali del 3/11/2019 – Craeti per fare esperienza di stati superiori di consapevolezza

Creati per fare esperienza di stati superiori di consapevolezza

Abbiamo visto quale ruolo abbia l’attenzione nel renderci consapevoli di chi siamo realmente.

Ma c’è un altro processo che si mette in moto nel momento in cui esercitiamo l’attenzione: alcune parti del nostro cervello vengono attivate/de-attivate, permettendo una nuova e più vera percezione della Realtà. La  dottoressa  Shanida Nataraja spiega nel suo libro – ‘Il cervello felice’ Neuroscienze e potere della meditazione’:

“Recenti ricerche hanno evidenziato nel cervello umano una catena di processi che conducono a stati di consapevolezza più elevati. La sequenza avviene così: la corteccia pre-frontale del nostro cervello ha a che fare con pensieri, immagini e fantasie, come anche con l’attenzione. Focalizzando la nostra mente su un singolo punto, per esempio il mantra, favoriamo un’attività crescente nelle cellule dell’attenzione. Via via che la nostra concentrazione diventa più profonda, l’attività nelle cellule coinvolte in pensieri e immagini, al contrario, decresce considerevolmente; questo si traduce in una diminuzione delle onde beta, le onde del pensiero – la parte “egoica” della nostra consapevolezza. Un’ attenzione prolungata su un singolo oggetto, inoltre, attiva le cellule nel lobo temporale e questa crescente attività produce a sua volta cambiamenti nel sistema limbico, l’area che riguarda le risposte emotive, permettendo un passaggio dal sistema nervoso simpatico (atto a produrre reazioni di fuga o di lotta) al sistema nervoso parasimpatico (che produce reazione di riposo e rilassamento), la risposta del rilassamento. L’ emozione di paura  espressa nella forte reazione “fuggi o combatti” per la sopravvivenza, si trasforma in quella di accettazione, rilassamento e tranquillità, la “risposta rilassante”; questi cambiamenti si riflettono in un aumento delle onde alfa e theta.”

Ma questo è solo l’inizio. Via via che la meditazione diventa più profonda, succede lo stesso anche alla “risposta rilassante”. Questo approfondimento a sua volta produce una diminuzione dell’attività nella corteccia parietale, una zona del cervello associata all’orientamento nel tempo e nello spazio e destinata a creare confini: sé/non-sé e il mondo degli opposti – di fatto, proprio le qualità dell’ ‘ego’. Questa diminuzione dell’attività si riflette poi in un venir meno di queste abilità, che spiega come mai ci sia un dissolversi della nostra identità separata – e del tempo e dello spazio – verso l’unificazione di tutti gli opposti.

“Gli essere umani quindi non solo hanno un’ innata predisposizione a fare esperienza della realtà ordinaria, ma sono programmati per fare esperienza di stati di consapevolezza più alti. “

Quando facciamo veramente attenzione, produciamo nel nostro cervello un cambiamento nel modo di percepire la realtà. Il nostro cervello è uno splendido ricettore donatoci da Dio, che ci permette di passare da una modalità di percezione all’altra, consentendoci l’accesso a diversi livelli di realtà.

L’attenzione amorevole alla nostra parola sacra ci permette quindi di entrare in sintonia con la Realtà Divina, che è Amore. Perdiamo il nostro senso di separazione e isolamento, che è prodotto dal vivere sempre con la parte sinistra del cervello, la casa del nostro “ego”. Ci permette, secondo le parole di Gesù, di “rinunciare a noi stessi”. Diventiamo , invece, consapevoli della nostra interconnessione con gli altri e con l’amorevole Realtà

Divina, e capiamo di essere veramente “figli di Dio”. Questa consapevolezza che trasforma è il risultato della meditazione come disciplina spirituale.

Kim Nataraja