Insegnamenti settimanali del 30/8/2020 – Il vero “significato” di Gesù

Il vero “significato” di Gesù

Sappiamo che sia John Main che Laurence Freeman hanno affermato l’importanza del Gesù storico; ma entrambi mettono in evidenza che, per quanto questo aspetto sia importante, Gesù è molto di più. Vederlo solo nella prospettiva storica può finire per non farci cogliere affatto la sua vera natura facendoci vedere solo la nostra immagine di lui, colorata dai nostri filtri culturali, psicologici e teologici.

Non solo, ma siamo convinti che solo la nostra immagine sia quella giusta. Tutto ciò è causa di conflitto, come possiamo vedere dalle discussioni dei giorni nostri e da quelle dei primi secoli del Cristianesimo su chi fosse Gesù, perché fosse venuto e quale fosse la sua importanza.

Ogni interpretazione e racconto sulla vita di Gesù ha un condizionamento che ci dice più sulla persona che parla o che scrive di quanto non ci dica della reale persona di Gesù.

Nel complesso noi non pensiamo quasi mai a chi Gesù è veramente.

Laurence Freeman in “Gesù, il maestro interiore”, dice: “Per molti cristiani, questa è una questione a cui non si da mai davvero ascolto seriamente e non la si considera mai dal punto di vista personale”. Il solo modo in cui noi possiamo scoprire la sua vera essenza e il suo significato è entrare nel silenzio attraverso una profonda preghiera silente: “L’identità di Gesù non si scopre attraverso un’indagine intellettuale e storica. Si scopre aprendoci alle nostre profondità intuitive, ai modi di conoscere e di vedere più profondi e più sottili di quelli ai quali siamo abituati.

Questa è preghiera…entrare in uno spazio interiore di silenzio, dove siamo contenti di essere senza risposte, giudizi e immagini… E’ l’indefinibile silenzio al centro del mistero di Gesù che sostanzialmente comunica la sua vera identità a coloro che lo trovano”. Laurence Freeman continua dicendo che per i Cristiani che seguono il cammino della preghiera profonda e silenziosa, cioè della meditazione, ciò “avrà un profondo effetto sulla loro autoconoscenza come sulla loro percezione di chi egli sia”.

Per Laurence Freeman e i primi Cristiani “capire che non possiamo conoscere nulla, figuriamoci Dio, senza conoscere noi stessi”, era fondamentale.

Questo è uno degli aspetti più importanti della meditazione che spesso noi ignoriamo: “Per ‘meditazione’ non intendo solo l’esercizio della preghiera pura, ma la conoscenza di sé a cui essa conduce lungo l’intero arco della vita”. Come ignoriamo chi sia veramente Gesù, così ignoriamo chi siamo veramente noi. In entrambi i casi crediamo di saperlo. Quindi a che serve preoccuparsene ancora ?

Coloro che hanno letto tutta la serie degli insegnamenti settimanali dal primo anno ad oggi, sanno che quello che noi pensiamo di essere è un’immagine illusoria, in quanto l’ego, il nostro sé superficiale, è costruito sui pensieri e le immagini nostre e degli altri.

Abbiamo letto le parole di John Main: “L’ego è fondamentalmente l’immagine che abbiamo di noi stessi, l’immagine di noi stessi che cerchiamo di proiettare”. E come il filosofo Wittgenstein ha ironicamente evidenziato: “Niente è così difficile come non ingannare se stessi”. Solo nel silenzio della preghiera contemplativa profonda si può scoprire chi è Gesù e chi siamo noi veramente.

Kim Nataraja