Insegnamenti settimanali del 3 gennaio 2021 – Il dialogo interreligioso

Il dialogo interreligioso

La componente interreligiosa, che rispetta la Verità in tutte le religioni e che ha una parte di rilievo nell’ethos della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana, è stata anche un elemento importante nella tradizione cristiana fin dalle origini.

Al tempo di Gesù, Alessandria d’Egitto era già un importante centro culturale. Come detto nell’introduzione al terzo capitolo su Clemente di Alessandria in ‘Viaggio verso il cuore’: “essa è stata fondata da Alessandro Magno pochi secoli prima, una città vibrante e cosmopolita con una Accademia Pagana per rivaleggiare con Atene, una biblioteca meravigliosa contenente tutta la sapienza del genere umano fino a quel momento e la prima importante Scuola Catechetica”. Secondo il vescovo Kallistos Ware, “Alessandria era, a quel tempo, il principale centro intellettuale dell’Impero Romano, filosoficamente e spiritualmente più vivace della stessa città di Roma.”

Uno dei fattori che ha contribuito a questo è che Alessandria era il punto di arrivo della Via della Seta che andava dalla Cina ad Alessandria. Lungo questa strada viaggiavano non solo mercanti, ma anche filosofi greci ed ebrei, monaci buddisti e praticanti di altre tradizioni religiose. Inevitabilmente, durante questi viaggi, devono essere venuti a conoscenza delle reciproche pratiche religiose, visti gli effetti di queste credenze sul comportamento e il carattere degli individui, e senza dubbio avranno trascorso serate intorno al fuoco in conversazione per conoscersi e capirsi l’un l’altro. Queste discussioni venivano fatte anche nei mercati e nei centri accademici e filosofici di Alessandria, uno dei quali era la ‘Scuola Catechetica’.

La Chiesa cristiana è stata fiorente in Alessandria. Non ci sono state realmente persecuzioni nei primi secoli, in quanto Alessandria era troppo importante commercialmente per Roma. Invece di chiese occasionali in case private, c’erano già luoghi di culto appositamente costruiti. In questo ambiente colto, l’istituzione di una vera e propria scuola Catechetica sembrava opportuna. Ma la formazione dei catecumeni – coloro che desiderano essere battezzati nella fede cristiana – non è stato strettamente limitato alla fede cristiana, ma avveniva nel più ampio contesto dell’educazione greca in filosofia e scienze prevalenti in quel momento, con studenti provenienti da tutte le principali culture mescolate e in dialogo. Il cristianesimo doveva essere presentato in un modo in cui il mondo colto greco di Alessandria lo trovasse accettabile. Poiché c’erano più ebrei che vivevano ad Alessandria che nella stessa Gerusalemme, Filone, filosofo ebreo e contemporaneo di Gesù, aveva già preparato il terreno dialogando tra il pensiero greco ed ebraico.

Il risultato di questo dialogo tra filosofia ebraica, greca e cristiana è molto evidente dall’insegnamento dei due primi Padri della Chiesa, Clemente di Alessandria ed Origene, suo successore presso la Scuola Catechetica. Ciò che è anche importante, dal nostro punto di vista, è che il loro insegnamento ha avuto alla radice esperienze mistiche personali. Questo sarà in futuro sintetizzato da Evagrio, Padre del deserto nel IV secolo, nella frase ‘Chi prega è un teologo e un teologo è colui che prega.’

È importante ricordare che il dialogo non è un invito ad imitare. TS Eliot, che spesso ha usato le citazioni di altri mistici nel suo poema ‘I Quattro Quartetti’, dice nelle sue ‘Riflessioni sulla poesia contemporanea’: “Noi non imitiamo, noi veniamo cambiati; e il nostro lavoro è il lavoro di un uomo cambiato; non abbiamo preso in prestito, abbiamo accelerato, e diventiamo portatori di una tradizione”.

Kim Nataraja