Insegnamenti settimanali del 28/6/2020 – Integrazione

Integrazione

Attraverso i suoi scritti, John Main sottolinea l’importanza di sperimentare personalmente il silenzio a cui ci conduce la ripetizione fedele del mantra.

Questo ci impone di passare attraverso lo strato di pensieri ed immagini, “il frastuono caotico di una mente devastata e saccheggiata, da una esposizione a così tanta banalità e distrazione”. Abbiamo anche bisogno di affrontare con coraggio il primo livello del nostro inconscio personale, dove l’ego ha depositato tutte le emozioni che non erano idonee ad essere espresse in certe situazioni del nostro passato, perché contrarie ai nostri bisogni primari di essere accettati, amati e stimati: “un livello più scuro di coscienza, di paure represse e ansie”.

Anche se spesso proviamo imbarazzo o siamo perplessi che lacrime, sentimenti di rabbia ed irritazione possano emergere dal silenzio della meditazione, rilasciare questi sentimenti dall’inconscio è benefico e guarisce. Ci vuole molta energia per reprimere le emozioni e molte di queste si trovano là da parecchio tempo. Pertanto molto spesso ci sentiamo meglio quando accettiamo di farle emergere e quando riconosciamo che esse erano reazioni che avevano un significato in una data situazione del nostro passato. Adesso è diverso che allora. Queste intuizioni sono un dono, una grazia, che ci viene offerta da Cristo che dimora in noi. L’esperienza della meditazione ci conferma nella fede che non siamo soli in questo cammino interiore verso ‘la sorgente del nostro essere’. La ripetizione del mantra ci ricorda e sposta la nostra attenzione sulla presenza di Gesù in noi.

John Main ha messo in risalto nel suo libro “La via della meditazione”, che nel cammino della meditazione, “La nostra guida è Gesù, l’uomo pienamente realizzato, l’uomo totalmente aperto a Dio.” Gesù, il Guaritore, che ci aiuta ad affrontare e ad accettare tutto ciò che è di ostacolo al nostro progresso spirituale e guarisce le nostre ferite che formano la nostra “Ombra”.

Questo è il termine che lo psichiatra svizzero del secolo scorso C.G. Jung diede a quegli aspetti feriti del nostro essere che derivano dalla repressione causata dai condizionamenti e dai bisogni primari di sopravvivenza. L’ “Ombra” è quella parte del nostro essere, con caratteri sia positivi che negativi, che il nostro ambiente di origine, quello in cui siamo cresciuti, non ha approvato. Diventare persone integre, non significa diventare ‘perfetti’, per cui sono presenti in noi unicamente tratti positivi. Significa accettare tutti gli aspetti sia negativi che positivi del nostro essere. Significa accettare la nostra impazienza tanto quanto la nostra generosità.

Questo è il motivo per cui il cammino della meditazione è un cammino di trasformazione. Siamo condotti dalla frammentazione alla pienezza della vita. Come dice John Main in “La via della meditazione”: “Quando ci avviciniamo al centro del nostro essere, mentre entriamo nel nostro cuore, scopriamo che siamo accolti dalla nostra guida, accolti da colui che ci ha condotti. Siamo accolti dalla persona che chiama ognuno di noi alla personale pienezza dell’essere “. L’intravvedere per un istante la verità che siamo amati e accettati dal Divino, così come siamo, con tutta la nostra incompletezza, può essere una esperienza breve, ma una volta sperimentata non verrà mai dimenticata; cambia tutta la nostra vita e ci permette di rispondere “all’invito, al nostro destino …. di porre la nostra vita in completa armonia con l’energia divina “ (John Main – La via della non conoscenza). Allora il nostro modo di essere nel mondo è fondato sull’amore e sul perdono e il nostro agire non scaturisce più dalla nostra debolezza.

Kim Nataraja