Insegnamenti settimanali del 27/12/2020 – La tradizione e la pratica della meditazione cristiana (Parte quarta)

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a tradizione e la pratica della meditazione cristiana (Parte quarta)

Ciò che rende la nostra meditazione cristiana è la nostra fede in Gesù.

È cristiana anche perché si colloca in una tradizione storica e teologica che conduce direttamente alla mente di Cristo. È cristiana perché noi meditiamo totalmente nel contesto delle preghiera e della pratica cristiana. Perché meditiamo con altri cristiani e perché con il fuoco della fede e dell’amore ci da la capacità di evangelizzare. L’insegnamento della meditazione nel mondo moderno è perciò una forma di evangelizzazione.

La meditazione è una semplice pratica di “pura preghiera”. Non sostituisce altre forme di preghiera. Anzi al contrario, ricarica queste forme di preghiera di un nuovo significato e di vitalità. Non sostituisce il bisogno di vita ecclesiale o un discorso teologico. Rinnova l’auto-comprensione della Chiesa e porta la teologia ad una nuova acutezza e ad una fiducia in se stessa che ha a che fare con il mondo secolare e quello scientifico. In questo mondo laico la meditazione è sicuramente riconosciuta, attraverso la ricerca scientifica e medica, come benefica per la nostra salute fisica ed il nostro benessere mentale. La porta si è aperta per farci riconoscere tutto ciò e per puntare a significati più profondi – ai frutti spirituali che nascono dalla meditazione e al significato, alla verità e alle esperienze, non a concetti astratti. Nella meditazione scopriamo il significato dell’esistenza umana nel processo della nostra stessa trasformazione e divinizzazione.

È semplice. E per questo parliamo di bambini e meditazione. Ma, quando insegniamo ai bambini a meditare in questa tradizione, il beneficio va oltre i bambini. Noi stessi ci ricordiamo il grande potere e la meraviglia della tradizione che ci ha formati e a cui apparteniamo.

Ma è radicale. La meditazione cambia la vita di chi la pratica e della comunità in cui viene praticata. Lo fa attraverso il silenzio piuttosto che con dei contrasti, perché porta il processo di trasformazione fino nell’anima, non proietta il conflitto all’esterno. Come risultato, cambia le relazioni tra le persone e quindi ridistribuisce il potere e il significato di autorità. In questo senso la meditazione è tanto pericolosa e tanto liberatoria per il potenziale umano quanto il vangelo stesso.

Ho provato a dimostrare molto brevemente quanto questa semplice pratica appartenga alla tradizione cristiana e come ci offra oggi una via semplice e radicale per rendere questa tradizione ancora una volta capace di venire incontro al mondo nella sua crisi più profonda con la speranza, la visione e l’amore di Cristo.

Laurence Freeman OSB