Insegnamenti settimanali del 26/7/2020 – Intuizione e razionalità

Intuizione e razionalità

II nostro modo di pregare presuppone una attitudine che è all’opposto di ciò che è sempre più culturalmente ammissibile nella civiltà occidentale.

Dalla nostra esperienza di preghiera, sappiamo di non poter definire Colui che “Non ha Nome”, che non possiamo dare una forma a Colui che “Non ha Forma”. Sappiamo di non poter arrivare a conoscere la Realtà Divina con la mente o con i sensi. Ma sappiamo anche che ciò non significa che Colui che Non ha Nome e Non ha Forma non esiste, solo perché intuiamo la sua Presenza invece di usare i nostri sensi “oggettivi”. Ci sono due modi diversi di percepire la realtà – attraverso l’intuizione e attraverso la razionalità. Sebbene vengano spesso considerati come completamente opposti e diversi, essi sono, in realtà, due modi complementari di approcciarsi alla realtà. Intuito ed immaginazione sono due delle qualità caratteristiche esclusive dell’essere umano, per quanto ne sappiamo. Malgrado ciò, la nostra cultura predominante in occidente, e la sua conseguente influenza su di noi, si basa sulla razionalità e nega l’importanza dell’intuizione e dell’immaginazione – viene respinta in quanto soggettiva e perché si tratta “solamente” della nostra immaginazione. Il punto di vista prevalente è quello che non si dovrebbe accettare come reale ciò che non si può oggettivamente vedere con i propri occhi o testare in laboratorio; siamo incoraggiati ad ignorare qualsiasi cosa soggettiva che non si possa spiegare razionalmente.

Ascoltiamo dallo stesso John Main il riconoscimento della difficoltà che possiamo incontrare a questo riguardo, in “The Present Christ”: “Ci può sembrare incredibile che la via che porta alla visione reale sia il trascendere tutte le immagini. Ci sembra, in superficie, che senza immagini non ci sia visione, così come senza pensiero non ci sia consapevolezza. ” Eppure fisici e i cosmologi “razionali” estendono le loro teorie basate su formule matematiche fino ad includere tutto il cosmo. Non possono davvero affermare che queste teorie si basino sui fatti, poiché i loro esperimenti “oggettivi” sono basati esclusivamente sulla realtà materiale visibile, cioè il 5% dell’intero cosmo; il resto è materia oscura ed energia oscura di cui non sappiamo nulla.

L’intuizione gioca un ruolo molto più grande nella scoperta scientifica di quanto gli scienziati vogliano ammettere. Einstein invece, tenne in grande considerazione l’intuizione: “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servo fedele. Abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono “. Questa negazione della necessità di avere insieme ragione e intuizione – che è ancora la visione della maggioranza – richiama alla mente ciò che Sant’Antonio del Deserto affermò quasi duemila anni fa: “Verrà il momento in cui le persone impazziranno, e incontrando qualcuno che non è pazzo si rivolgeranno a lui dicendo: ‘Tu sei fuori di testa!’ solo perché non è come loro”. Questo atteggiamento di generale ‘follia’ è ciò che porta ad un senso di mancanza di significato, a ciò che John Main chiama in “The Present Christ”: “il terreno della paura più inquietante dell’uomo – l’isolamento, la paura, la solitudine, che il mondo sia di per sé solo un terribile errore”. E’ solo ascoltando con l’orecchio del cuore, nella comprensione intuitiva che viene dall’esperienza della preghiera silenziosa, che saremo in grado di sfuggire a ciò che san Paolo chiamò già duemila anni fa “un mondo senza speranza”. Ma, come continua John Main in ‘The Present Christ ‘: “ciò che in ultima analisi, rende possibile una profondità di visione è la fede: il salto nel buio, l’impegno verso la Realtà che non possiamo vedere.”

Kim Nataraja