Insegnamenti settimanali del 26/4/2020 – L’importanza della Scritture

L’importanza della Scrittura.

Tutta la teologia e l’insegnamento di John Main sulla meditazione, non sono basati solamente sull’esperienza, ma si fondano anche sulla Scrittura.

Ogni suo insegnamento, inizia e/o finisce con una citazione dalla Scrittura.  La stessa enfasi sulla Scrittura, ritenuta di fondamentale importanza, la si trova pure tra i primi Cristiani e i Padri e le Madri del deserto. Tutti loro, generalmente, facevano ancora parte di una cultura orale; gli eremiti del deserto ascoltavano la Scrittura nelle loro riunioni settimanali chiamate ‘synaxis’ piuttosto che leggerla in privato. Questo risulta chiaramente da una affermazione di Sant’Antonio: “Hai ascoltato la Scrittura, questo dovrebbe insegnarti come (agire)”. Le parole della Scrittura erano ritenute sacre, perciò richiedevano un’attenzione totale, piena e devota. Un aneddoto racconta di un giovane monaco rimproverato da Abba Nau, un anziano, con queste parole: “Dov’erano i tuoi pensieri, quando stavamo celebrando la ‘synaxis’, poiché il testo del salmo ti è sfuggito ? Non sai che sei in piedi alla presenza di Dio e che stai parlando a Dio?”. Dopo la ‘synaxis’, ritornavano alle loro celle per riflettere, su quello che avevano udito e così facendo lo affidavano alla memoria.

Sant’Antonio (251-356) era l’esempio che tenevano davanti agli occhi i Padri e le Madri del Deserto, malgrado non sia stato il primo eremita. Lui stesso infatti ne aveva visitato alcuni che vivevano in solitudine all’inizio del suo cammino. Atanasio, uno dei primi importanti vescovi, scrisse in lingua copta ‘La vita di Antonio’ (357) in cui incoraggiava i cristiani copti ad andare nel deserto avendo come guida per la loro vita le parole di Antonio e le Scritture. Avevano nella mente e nel cuore il suo insegnamento: “Dovunque andiate, abbiate sempre Dio davanti agli occhi; qualsiasi cosa facciate seguite la testimonianza della scrittura.” La stessa enfasi sulle scritture la troviamo nella tradizione celtica – eredità di John Main : ” Attraverso la scrittura e le forme della creazione viene rivelata la luce eterna”. (Giovanni Scoto IX sec)

Origene delinea sistematicamente, nel suo lavoro più importante “Sui Primi Principi”, una lenta, profonda e attentamente devota via per leggere la Scrittura. Mette in luce ed insegna che ci sono quattro livelli di lettura della Scrittura. Inizia con indicarci il primo livello di lettura della Scrittura: prendere il testo alla lettera, concentrandosi sul significato superficiale – cosa che è importante di per sé. Ma continua dicendo che dobbiamo spingerci oltre, fino al livello dell’insegnamento morale incluso nella Scrittura, (secondo livello).  Il seguente passo che ci incoraggia a intraprendere (terzo livello), va ancora più lontano e riguarda il significato allegorico del passo letto e considerato.  In questo era perfettamente d’accordo con San Paolo: “La nostra competenza viene da Dio il quale ci ha resi capaci ministri di una nuova alleanza, non della lettera, ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita.” (2Cor 3,5-6). Questo a sua volta, ci condurrà finalmente a confrontarci con lo spirito del testo considerato (quarto livello), ovvero all’incontro con il Cristo risorto, l’essenza della Scrittura secondo Origene: “Così è come devi intendere la Scrittura – cioè come l’unico, perfetto corpo della Parola”.

C’è un’eccellente base per questa disciplina nella Scrittura stessa. In Luca ascoltiamo: “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.” (Lc 2,19). L’attitudine di Maria è un bellissimo esempio di lettura con “l’occhio del cuore”, una lettura intuitiva. Ci impegniamo profondamente nel testo in un modo dolcemente attento e riflessivo. Questo modo di impegnarsi nella lettura della Scrittura, divenne noto fin dai tempi di Origene come la disciplina della “Lectio Divina”. E dal VI° secolo in avanti, divenne parte integrante dalla tradizione benedettina circa la preghiera e John Main, come monaco Benedettino, naturalmente l’approvava di tutto cuore.

Kim  Nataraja.