Insegnamenti settimanali del 21/6/2020 – Accettare il silenzio

Accettare il silenzio

Per molti di noi, le emozioni dominanti che inconsciamente ci governano sono l’incertezza e la paura.

Secondo John Main, esse ci impediscono di avere il coraggio necessario per penetrare il Silenzio. Queste forti emozioni sono dovute da un lato a stimoli esterni, che ci portano a sentirci impotenti nei riguardi della nostra stessa vita, dall’altro a stati interiori, soprattutto una mancanza di autostima, quando siamo troppo consapevoli dei nostri lati negativi e limiti.

Queste paure esterne potrebbero essere fondate su una situazione reale, in cui ci troviamo, ma quelle interiori sono basate sull’illusione, soltanto una percezione. Si basano sulla mancanza della vera conoscenza di sé, poiché abbiamo dimenticato la verità del nostro intero essere. John Main ci indica continuamente la direzione giusta: andando verso l’interiorità noi possiamo fare esperienza “dell’armonia di tutte le nostre qualità ed energie in quel centro ultimo del nostro essere, che è il centro e la sorgente di tutto l’essere … l’Amore.”

Queste emozioni non sono l’unico fattore che ci rende esitanti ad entrare nel silenzio interiore a cui conduce la meditazione. Penetrare nel nostro interno e scoprire un diverso modo di essere va controcorrente rispetto all’opinione diffusa su cosa è importante oggi. La nostra società è focalizzata sul piano materiale, addirittura nega che ci sia qualcosa oltre il livello di conoscenza razionale, cosciente. La consapevolezza è considerata una caratteristica che nasce dalla mente. Una volta che il cervello non funziona più, ci aspetta soltanto l’oblio.

Quale limitata e deprimente visione della natura umana: siamo soltanto organi, computer biologici che rispondono agli stimoli dell’ambiente, programmati per farci valere, agire e raggiungere obiettivi. Non c’è da stupirsi che la mancanza di senso e l’impressione di alienazione siano così predominanti ai nostri giorni. L’antidoto a ciò, silenzio e soltanto essere, è percepito come una perdita di tempo, che potrebbe invece essere sfruttato con maggior profitto per raggiungere ben definiti obiettivi materiali.

L’esistenza di spirito e anima sono negati; sono considerati soltanto una risposta ad un irrealistico desiderio di immortalità. Non importa se questo va contro ad un pensiero filosofico e spirituale di migliaia di anni. Per dare alcuni esempi recenti. Lo psichiatra Carl Jung si imbatté, all’inizio del XX sec., in questo estremo scetticismo: “E’ improbabile che il presupposto che la mente umana possieda livelli al di sotto della consapevolezza provochi una seria opposizione. Ma che ci siano anche livelli al di sopra della consapevolezza sembra essere un’ipotesi che confina con l’alto tradimento nei confronti della natura umana.”

Lo psicologo americano William James in “Le pluralità dell’esperienza religiosa” evidenziò che: “La nostra normale attenta consapevolezza non è che un tipo speciale di consapevolezza, mentre tutto intorno, separate dal più fragile degli schermi, si trovano forme potenziali di consapevolezza completamente diverse.” Malgrado queste e molte altri voci che si sono susseguite nei millenni, la maggior parte degli scienziati si sono attenuti con forza al loro limitato punto di vista, materialistico e meccanicistico.

John Main anche in questo senso ci guida, incoraggiandoci ad andare contro corrente, penetrare il Silenzio e sperimentare che per noi c’è molto di più di quanto pensiamo. Egli spiega in “Dalla parola al silenzio”: “soltanto accettando il silenzio le persone arrivano a conoscere il loro stesso spirito, e soltanto nell’abbandono ad un’infinita profondità del silenzio può essere loro rivelata la sorgente del loro spirito, in cui la molteplicità e la divisione scompaiono.”

Kim Nataraja