Insegnamenti settimanali del 20/12/2020 – La tradizione e la pratica della meditazione cristiana (Parte terza)

La tradizione e la pratica della meditazione cristiana (Parte terza)

Laurence Freeman continua dicendo: “Nella seconda metà del secolo scorso, le “Conferenze” di Giovanni Cassiano hanno condotto John Main alla pratica della meditazione nella tradizione cristiana, cosa che aveva inizialmente scoperto da giovane in Oriente.

Le due conferenze di Cassiano “Sulla Preghiera” muovono da una panoramica generale sulla teologia della preghiera verso una raccomandazione più specifica di come viverla nella sua profondità più radicale. Nella “IX Conferenza”, Cassiano descrive l’ampia gamma di preghiera – nelle sue molteplici espressioni – ma mostra come tutte queste forme convergano nella “preghiera del fuoco”, l’esperienza mistica di unione con la preghiera di Gesù stesso. Questa teologia è al cuore della meditazione cristiana. John Main si rese conto che nella meditazione andiamo oltre un concetto egoico e autocentrato di “la mia preghiera” verso una comprensione vissuta che la preghiera cristiana ha il suo centro nella preghiera di Gesù. “Non sappiamo come pregare ma lo Spirito prega in noi”.

Nella “X Conferenza” Cassiano descrive la preghiera monologistica – la preghiera fatta di una sola parola– che è divenuta la base della preghiera di Gesù nella Chiesa Ortodossa. Per ragioni troppo lunghe da spiegare qui, la Chiesa Occidentale ha perso il contatto con quel metodo semplice che, per gli Ortodossi, era e rimane la pietra miliare della loro fede vissuta. Cassiano – riconosciuto come santo da entrambe le Chiese – descrive la formula o mantra come una via verso la prima Beatitudine. Con la“rinuncia a tutte le ricchezze del pensiero e dell’immaginazione”, giungiamo direttamente alla povertà di spirito che è la condizione per entrare nel Regno di Dio – il Regno o l’esperienza di Dio che Gesù dice essere in noi e in mezzo a noi. Cassiano prosegue nel descrivere i vari stati della mente attraverso i quali saremo condotti e con i quali a volte dobbiamo combattere nel tentativo di tornare alla parola sacra con fede e amore. L’intera tradizione mistica cristiana con le sue molteplici scuole e grandi maestri può essere considerata una elaborazione di questa intuizione fondamentale. Cassiano conclude dicendo che la sua pratica di meditazione non è stata facile come pensava, ma lo ha portato a leggere le Scritture con occhi nuovi e come se le avesse scritte lui stesso. Infine, afferma che proprio la semplicità di questa preghiera del cuore la rende universale. Non è una preghiera solo per i colti, ma per tutti. Potremmo aggiungere oggi – e questa conferenza ne è una dimostrazione – che è anche per tutte le età.

Mille anni più tardi, questa stessa tradizione era evidente nello sviluppo della tradizione mistica inglese del XIV secolo. La “Nube della Non Conoscenza” fu scritta per una pubblico selezionato ma da allora è divenuta una delle opere più importanti e popolari della preghiera contemplativa in questa tradizione. Il suo insegnamento su “quella singola piccola parola” e sul “mettere da parte i pensieri” è totalmente in linea con la spiritualità del Deserto e con gli insegnamenti di John Main. La tradizione, come la dottrina, si evolve – possiamo vedere come questa tradizione di preghiera è rimasta essenzialmente costante ma ha mantenuto il passo con l’evoluzione del pensiero della Chiesa. La meditazione oggi é diventata democratica. Nessuno ne è escluso e nel praticarla affermiamo l’universalità del vangelo e della fede in Gesù. (Laurence Freeman OSB)

Continua…