Insegnamenti settimanali del 19/7/2021 – Lo Spirito e la Preghiera

Lo spirito e la preghiera

Abbiamo esaminato il significato del ‘Regno’, un concetto importante. Un altro importante da considerare è lo ‘Spirito’. Cosa si intende con esso e qual è il rapporto tra i due?
John Main in “Dalla parola al silenzio” chiama Spirito, la presenza di Gesù in noi, “La presenza di Gesù in noi, il Suo Santo Spirito, ci chiama a divenire pienamente consapevoli di questo livello dell’essere. In un batter d’occhio, ci risvegliamo a noi stessi, allo Spirito che dimora in noi, e quindi alla coscienza della comunione con Dio stesso che siamo chiamati a condividere. E così, ci risvegliamo… ad una comunione completa di tutti gli esseri nell’Essere stesso.” Lo Spirito, la presenza di Gesù in noi, è quindi parte dell’energia che è tutto il campo di azione del Regno, che ci collega come parte integrante del tutto, il Tutto. Ognuno di noi è radicato nell’immenso campo di materia, di coscienza e di energia che è il Divino. Katha Upanishad lo esprime in modo così bello, come sottolinea Laurence in “Gesù, il Maestro Interiore”: “Come il fuoco, anche se è uno, prende nuove forme in tutte le cose che bruciano, lo Spirito, anche se uno, prende nuove forme in tutte le cose che vivono, è dentro tutto, ed anche al di fuori.” Noi e la creazione siamo contenuti dallo Spirito, ma lo Spirito non è contenuto dalla creazione.
Laurence Freeman spiega questa relazione nel seguente modo: “San Giovanni dice che Gesù ‘invia’ questo Spirito dal Padre: lo ‘spirito di verità che procede dal Padre’ […] Ricorda anche Gesù quando dice che il Padre manderà lo Spirito, che deve essere il nostro avvocato, ‘nel mio nome’… lo Spirito viene dal Padre, ma anche da Gesù, che è tutt’uno con il padre. La comunione di Gesù con Suo Padre è lo Spirito. “Il Santo Spirito è dunque lo Spirito d’amore, l’energia dell’amore che collega tutti, il Padre e il Figlio, la forza creativa e la creazione, noi compresi.
Diventare consapevoli di questo straordinario dono avviene solo a poco a poco: “In un primo momento, la sua presenza può essere intravista solo in potenza, qualcosa che dobbiamo semplicemente sperare, come un bambino non ancora nato. Gradualmente questo seme in potenza, chiamato fede, cresce in conoscenza ed esperienza. Gesù si forma e viene a nascere in noi “.
Quello che veramente ci impedisce di prenderne conoscenza è il limitare il nostro essere esclusivamente al campo dell’ego. Abbiamo bisogno di crescere per vedere al di là della realtà parziale su cui l’ego si concentra – abbiamo bisogno di abbattere la barriera che ci imprigiona. Se non lo facciamo, il risultato è una sensazione di isolamento, solitudine e  depressione, così diffusi nel nostro tempo, perché tutto ciò che possiamo vedere sono gli oggetti materiali separati che ci circondano e siamo ciechi all’esistenza di una realtà omnicomprensiva più ampia, il Divino. La barriera a poco a poco si apre per noi, grazie al nostro lasciar andare tutto ciò che ci riguarda, al nostro stare in silenzio e aperti alla meditazione, al non aspettarci nulla, ma affidandoci e attendendo e ciò, a sua volta, “determina con quale chiarezza possiamo vedere Gesù nello Spirito. Se rimaniamo inconsapevoli restiamo in uno stato di sogno e non vedremo ciò  che può essere conosciuto solo nella veglia dello Spirito”. È lo Spirito che separa il velo tra le due realtà per noi e ci permette di vedere tutto il nostro essere, che è molto più di quanto noi pensiamo di essere.
Poi la meditazione ci eleva alla vera preghiera. Quindi non siamo più noi che preghiamo, ma lo Spirito che prega in noi, come ci ricorda John Main: “La preghiera è dunque la vita dello Spirito di Gesù nel nostro cuore umano… Noi stiamo pregando quando siamo vigili alla presenza di questo Spirito nel nostro cuore… C’è una sola preghiera, il flusso d’amore tra lo Spirito di Gesù risorto e Suo Padre, nel quale noi siamo incorporati”.
Kim Nataraja