Insegnamenti settimanali del 19/4/2020 – Interconnessione

Interconnessione

John Main ha messo in risalto che lo “scopo della nostra Comunità è quello di tramandare la tradizione della meditazione.

Quello che trasmettiamo, che cerchiamo di trasmettere, è la convinzione che Dio dimora nei nostri cuori”. John Main ha messo in evidenza questa comunione molte e molte volte: “Gesù ha mandato il suo Spirito perché abitasse in noi, rendendoci tutti templi di santità: Dio stesso che dimora in noi…Sappiamo quindi di condividere la natura di Dio”.

E’ nel silenzio profondo che ci rendiamo conto di questa essenziale interconnessione fra noi e la creazione con il Divino: “Il nostro mondo non è separato dal mondo spirituale…le due nature sono indivisibili” (Plotino) Questa chiara connessione è sottolineata anche da Philo (20 a.C. – 40 d.C.), un filosofo-teologo ebreo contemporaneo di Cristo. “Gli uomini e le donne per quanto riguarda il loro intelletto (nous) sono collegati con la ragione Divina (Logos), un raggio di quella natura benedetta”. I filosofi greci furono i primi ad attribuire il termine di ‘logos’ al concetto di Divino, a cominciare da Eraclito (V sec. a.C.). Il concetto indicava una forza guida unificante. Più tardi l’uso della parola ‘logos’ è un po’ cambiato per divenire il ponte fra Creatore e creazione. Nel vangelo di Giovanni Cristo è il ‘logos’, la Parola, questo ponte. Platone è stato il primo a formulare l’idea che noi abbiamo qualcosa di essenziale in comune con il Divino. L’ha chiamato ‘nous’, pura intelligenza intuitiva distinta dall’intelligenza razionale. Attraverso il nostro ‘nous’, la nostra intelligenza intuitiva, siamo in grado di collegarci al ‘logos’. I primi cristiani in effetti consideravano il ‘nous’ un nostro strumento di preghiera. Cristo è il mediatore fondamentale sia nell’insegnamento di John Main che in quello di Clemente. Secondo la visione di Clemente ‘partecipiamo’ della natura di Dio in e attraverso Cristo: “Cristo ci rende divini attraverso il suo insegnamento celeste… La parola di Dio si è fatta uomo, per farci capire, grazie ad un uomo, come da uomo o donna possiamo diventare Dio”. John Main, spesso chiamato Teologo Trinitario, si esprime così: “E’ particolarmente vero che nessuna preghiera dovrebbe esser indirizzata al Padre senza di Lui… Nella preghiera meditativa ci prepariamo all’esperienza piena della presenza personale del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo – l’intera vita della Santissima Trinità vissuta in noi”. Prima incontriamo il Cristo vivente nel nostro centro profondo e poi entriamo in quella corrente di amore fra il Padre e il Figlio che è lo Spirito Santo: “Nella scoperta del proprio spirito l’uomo è guidato verso il suo centro creativo da cui emana e si rinnova la sua essenza grazie all’amorevole sovrabbondanza di vita della Trinità”.

Per quanto tutto sia interconnesso e non ci sia nessun abisso insuperabile fra noi e il Divino, pur tuttavia la Realtà è anche oltre di noi e ci trascende. Solo nel silenzio profondo e liberatorio possiamo ravvicinare le polarità di questo misterioso paradosso (immanenza e trascendenza). L’esperienza pone le fondamenta del nostro credere.

Kim Nataraja