Insegnamenti settimanali del 17/5/2020 – Fede

Fede

Come abbiamo visto in precedenza, la validità della nostra meditazione si basa sulla convinzione che lo Spirito dimora in noi.

E oltre a ciò si aggiunge il comprendere che non è la nostra preghiera, ma che ci uniamo alla preghiera di Gesù nello Spirito nella profondità del nostro essere, dove la nostra consapevolezza è unita alla Sua.

John Main ha sempre sostenuto che possiamo verificare il nostro credo cristiano attraverso l’esperienza, l’esperienza della preghiera profonda e contemplativa a cui ci porta la meditazione. E quindi diventa più che una semplice credenza, è basata sulla fede, una relazione fiduciosa e amorevole con il Divino, costruita ed approfondita grazie all’impegno di una pratica fedele e regolare: “Nella meditazione, il nostro avanzamento verso una crescente attenzione allo Spirito che prega in noi si rivela nella nostra sempre maggior fedeltà alla ripetizione del mantra. La fedele ripetizione della nostra parola completa il nostro intero essere. E lo fa perché ci guida verso il silenzio, la concentrazione, il necessario livello di consapevolezza che ci rende capaci di aprire la mente e il cuore all’opera dell’amore di Dio nella profondità del nostro essere”.

Molti mistici ed in particolar modo S. Agostino e Meister Eckhart chiamano questa consapevolezza “La nascita di Cristo nell’anima”. John Main usa esattamente le stesse parole: “La meditazione è preparare il nostro cuore alla nascita di Cristo…dobbiamo lasciar andare qualsiasi altra cosa, così da fargli spazio nei nostri cuori”.

E’ il nostro impegno fedele alla meditazione, alla ripetizione del mantra che ci consente di lasciare andare tutti i pensieri e le immagini che sono al livello superficiale della nostra consapevolezza, per giungere a questo livello più profondo. Dobbiamo davvero “lasciare andare il sé” per renderci conto di essere molto di più di quanto non pensiamo. L’ego cerca sempre di metterci al centro della nostra attenzione e di quella degli altri e, così facendo, costruisce barriere che ci separano dagli altri, dalla creazione e dalla Realtà Divina. Non possiamo capire che ci sono molti altri livelli di conoscenza nel nostro essere se non lasciamo momentaneamente andare tutti i nostri pensieri e le immagini condizionate. Non possiamo renderci conto dell’amore che inabita il nostro centro più profondo se non allontaniamo lo sguardo e l’attenzione da noi stessi. Una volta fatta esperienza di questo amore, per quanto in modo fugace, esso cambierà il nostro atteggiamento verso tutto e tutti intorno a noi. La nostra fede nel Dio Amore e l’esperienza sul cammino della meditazione ci insegnano che possiamo toccare questa realtà nel centro del nostro essere.

Cominciamo con la fede e l’impegno nel cammino della scoperta del vero me stesso in Cristo. Continuiamo con la speranza e la convinzione che ci verrà donata la grazia di fare esperienza di questa Realtà. Questo impegno e questa fiducia costituiscono l’essenza della nostra fede.

Kim Nataraja