Letture settimanali del 16 agosto 2020

L’unico momento in cui possiamo incontrare Dio è adesso, l’unico luogo è qui. La meditazione è il processo di tornare a casa nel qui ed ora. Ma non appena ci sediamo a meditare, scopriamo quanto poco di noi sia in effetti presente. […] I sensi di colpa e di scoraggiamento per il nostro grado di distrazione sono irrilevanti. Accettare la distrazione come un fatto è semplicemente uno stadio di auto conoscenza e accettazione di sé: proprio questo processo costituisce il cammino spirituale. Nelle sue prime fasi, lo chiamiamo pentimento, vederci e accettarci per quello che siamo. Questo, per sua stessa natura, ci rende umili.

La meditazione ci conduce alla umiltà rapidamente. Ogni volta che ritorniamo al mantra, impariamo il significato di umiltà e fedeltà. Come il figliol prodigo, “rientriamo in noi stessi” non una volta, ma tutte le volte che è necessario. Ci giriamo e torniamo di nuovo a casa. Capiamo chi davvero ci accoglie così umilmente e così spesso e ci chiama a partecipare alla festa della vita.

Brano tratto da  Laurence Freeman in JESUS THE TEACHER WITHIN (New York: Continuum, 2000), p. 216.