Insegnamenti settimanali del 13/12/2020 – La tradizione e la pratica della Meditazione Cristiana (2)

La tradizione e la pratica della Meditazione Cristiana (2)

Laurence Freeman continua: “I grandi teologi e maestri spirituali dell’era moderna – Rahner, Balthasar, Lonergan, Merton, Main, Griffiths – hanno avuto un approccio decisamente mistico nei confronti della crisi della cristianità in un mondo secolare.

Papi successivi – durante e a partire dal Concilio – hanno posto il recupero di una dimensione contemplativa della fede al centro del loro programma pastorale.

La contemplazione è sempre stata considerata come una vocazione da specialisti all’interno della chiesa. Era vista come una chiamata speciale da parte di Dio rivolta ad una piccola elite ed era normalmente praticata nei chiostri – sebbene grandi personaggi come Francesco l’Assisi, Caterina da Siena o le Beghine del Nord Europa si rifiutarono di essere monaci e monache convenzionali e vissero la loro visione mistica vicino al gente e in un continuo contatto quotidiano con il mondo.

Oggi noi ci troviamo al culmine della riscoperta di questa tradizione contemplativa della fede cristiana, riscoperta che la colloca nel posto che le spetta nella vocazione cristiana – la chiamata universale alla santità, come il Concilio la definiva, che tocca monaci, laici e secolari in egual misura. Nell’insegnamento della meditazione cristiana ai bambini si può notare uno sviluppo meraviglioso e logico di questo processo, così come un segno di profonda speranza per la chiesa del futuro.

Vorrei proporvi una panoramica di questa tradizione e descrivere una pratica particolarmente semplice della preghiera contemplativa, radicata nella nostra tradizione, che la incarna in modo tale da provare quanto essa sia universale.

Non è irrilevante che la meditazione sia antica quanto il mondo. I primi riferimenti risalgono a circa il 2500 a.C. in India. E’ centrale negli insegnamenti del Budda. Il Giudaismo aveva le sue proprie tradizioni di preghiera mistica. Caratterizza la rivoluzione spirituale nell’Età assiale – l’era di Confucio, Lao Tsu, Budda, i profeti ebrei. Gesù emerge quale culmine nell’evoluzione della coscienza umana. Ma partiamo da dove la tradizione cristiana inizia, con l’insegnamento di Gesù. Quello che lui dice a proposito della preghiera dimostra che tipo di maestro sia.

Gesù era chiaramente un maestro di contemplazione. Era un uomo profondamente religioso eppure attirò la sua attenzione sulla differenza tra le regole fatte dall’uomo e la legge di Dio. Egli riassunse la moralità nel comandamento dell’amore e parlò di preghiera in termini di interiorità e presenza. Pose il suo insegnamento contemplativo accanto al comando di amare i propri nemici – morale e spirituale, mistico e politico sono così uniti nel suo insegnamento.

Tutte le culture evolute hanno prodotto una qualche forma di vita monastica. La graduale comparsa del movimento cristiano monastico avvenne presto ma si affermò nel Vicino Oriente – in Egitto e in Siria fin dal quarto secolo. I detti dei Padri del deserto, la loro saggezza spirituale, rappresentano ancora oggi una base solida per una spiritualità applicata di grande fascino specialmente sui giovani. Essi respinsero il clericalismo e l’intellettualismo e costituiscono per noi un modello di chiesa che dà il giusto significato alla laicità e alla contemplazione. L’influenza del deserto cristiano fu riversata nella chiesa occidentale attraverso le Conferenze di Giovanni Cassiano nel quinto secolo. Esse sono una delle fondamenta della spiritualità cristiana e Tommaso d’Aquino le tenne sul suo scrittoio mentre scriveva la Summa. Benedetto le faceva leggere ogni giorno nel monastero durante i pasti.

Laurence Freeman OSB