Insegnamenti settimanali del 10/5/2020 – La teologia della preghiera di J. Main

La teologia della preghiera di J. Main

La teologia della preghiera di J. Main è strettamente collegata alla teologia cristiana in generale. In uno degli insegnamenti precedenti, J. Main ci ha detto che “lo scopo della nostra Comunità è quello di trasmettere la tradizione della meditazione. Quello che trasmettiamo, o che cerchiamo di trasmettere, è che Cristo dimora nei nostri cuori”. Egli enfatizza questa comunione in continuazione: “Gesù ha inviato il suo Spirito per dimorare in noi, renderci tutti tempio di santità. È Dio stesso che dimora in noi. Sappiamo allora, che partecipiamo alla natura di Dio”.

Questa fede nell’inabitazione di Cristo in noi – sempre visto in termini Trinitari, Padre, Figlio e Spirito Santo – e la preghiera come via per toccare questa Presenza, caratterizza tutto l’insegnamento di J. Main. Egli evidenzia in continuazione la necessità di lasciare andare i pensieri, le immagini, le impressioni dei sensi, che formano la nostra coscienza di superficie, la nostra coscienza razionale. Quando lo facciamo, entriamo nel regno nella nostra più profonda coscienza e allo stesso tempo nella coscienza di Gesù, la coscienza di Cristo. Possiamo farlo perchè Gesù ha condiviso la nostra umanità: “Il viaggio della preghiera è semplicemente il trovare la via che apre la nostra umana coscienza alla Sua umana coscienza.”

Non solo entreremo poi in comunione con la sua coscienza, ma ci uniremo a lui nella sua preghiera  verso il Divino, che Egli chiama sempre “Abba”, un termine rispettoso ma allo stesso tempo di affetto per il Padre. J. Main dice che se riusciamo a fare ciò, scopriremo che arriverà un momento in cui ci renderemo conto che non parliamo più della “mia preghiera”, ma che ci uniamo a Cristo nella sua preghiera al Padre. Per entrare in quel flusso di preghiera pura, è necessario trascendere noi stessi; dobbiamo lasciare il nostro sé alle spalle. Imparare a dire il nostro mantra e imparare a disciplinarci ogni giorno nella preghiera, è ciò che la tradizione ci trasmette ed è il modo in cui la nostra esperienza ci insegna per camminare con Gesù, attraverso Gesù, verso il Padre ”.  L’essenza della meditazione è proprio questo:  focalizzare tutte le nostre intenzioni e attenzione di amore sulla nostra parola-preghiera, mettendo da parte temporaneamente tutto il resto.

John Main ha sempre sottolineato che la meditazione è preghiera, ma ha anche detto che  non è l’unico modo di pregare e non è l’unico modo per entrare in questo flusso d’amore. Tutte le forme di preghiera, preghiera liturgica o preghiera personale possono condurci nel silenzio nel nostro cuore, dove dimora Cristo, dove prendiamo coscienza della presenza Divina, questa pura esperienza di Dio: “Quindi la meditazione non è in alcun senso esclusiva. Non stiamo dicendo a nessuno di non perdere tempo a recitare il Rosario o a dire il Breviario. Quello che stiamo dicendo è: entra nel puro flusso della preghiera di Gesù. Lanciati in quel flusso con ogni mezzo che puoi trovare, che si tratti del Rosario, delle Stazioni della Via Crucis, dell’Ufficio Divino o di qualunque altra cosa. “