Insegnamenti settimanali del 10/11/2019 – Il Cristo interiore.

Il Cristo Interiore

Abbiamo visto come il cervello sia un meraviglioso strumento donato da  Dio che ci permette di sintonizzarci con diverse realtà.

Questo diverso modo di percepire, questa “metanoia”, può  svilupparsi gradualmente restando fedeli alla meditazione con tutta la nostra amorevole attenzione focalizzata sul  mantra;  la nostra dedizione e l’impegno amorevole al nostro cammino sono evidenziati dal lavoro della grazia.  Ma questo cambiamento può accadere anche all’improvviso, come un evento unico pieno di grazia.

L’esperienza di San Paolo è un esempio folgorante di questa seconda modalità.   Egli  infatti non conobbe  Gesù personalmente,  stando seduto ai suoi piedi ad ascoltare i suoi insegnamenti; egli non lo conobbe “secondo la carne”.  San Paolo ha incontrato Gesù sulla strada per Damasco e in una visione accecante di luce ha sentito la sua voce: “E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva ‘Saulo, Saulo, perché mi perseguiti ?’  Rispose: ‘Chi sei o Signore ?’ E la voce: ‘Io sono Gesù che tu perseguiti!’ Orsù alzati  ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare” (Atti 9: 3-7)

La visione che Paolo ha di Gesù  è un’esperienza ‘transpersonale’; egli ha incontrato Gesù risorto che improvvisamente ha cambiato la sua vita in modo radicale: da persecutore ad apostolo. L’illuminazione improvvisa l’ha reso perfino cieco, per un po’, alla realtà normale. “Aperti gli occhi, non vedeva nulla”. “La preghiera e l’imposizione delle mani gli fecero cadere dagli occhi  come delle squame e ricuperò la vista”. Ora era in grado di percepire la realtà ordinaria alla luce della sua esperienza della Superiore Realtà Divina. L’immediatezza della sua esperienza  lo confuse talmente che si ritirò in Arabia per tre anni cercando di dare un  senso a questa rivelazione, prima di seguire la chiamata a portare il messaggio di Gesù ai pagani.   Tutto l’insegnamento di Paolo ha origine da questa sua esperienza.  E’ il Cristo risorto che egli aveva incontrato e che lo guidò anche successivamente come Spirito di Cristo che dimora nel cuore dell’uomo. Tuttavia quest’esperienza non fu una ragione per vantarsi, ma una chiamata al servizio, a diffondere la Buona Novella.

“Paolo, come i successivi mistici cristiani, sottolinea la priorità dell’esperienza sull’inclinazione delle persone religiose ‘alle vane  discussioni, che non giovano a nulla, se non alla perdizione di chi le ascolta’. (2 Tim. 2:14).  Tuttavia, anche in seguito, i maestri della tradizione mistica, influenzati dal modello di Paolo, hanno messo in guardia dall’essere catturati da ”esperienze” (mistiche) solo per il  proprio interesse…. Il misticismo cristiano è centrato non solo sull’esperienza soggettiva, che può tanto facilmente gonfiare l’ego, ma molto più sull’azione di Dio nel contesto più ampio del mondo e sul servizio agli altri.  Così Giuliana di Norwich si colloca in questa grande tradizione quando capisce che le sue ‘rivelazioni dell’amore divino’ le erano state date a beneficio degli altri”. (Laurence Freeman)

L’esperienza del “Cristo in noi”, le esperienze che facciamo durante la meditazione, in se stesse non hanno alcun valore.  Dobbiamo fare attenzione: l’ego ama sabotare le nostre esperienze spirituali usandole per far aumentare la nostra considerazione agli occhi degli altri. Esse hanno davvero significato solo quando diventano una forza di trasformazione nel nostro essere, trasformandoci da persone che pensano solo a se stesse a persone che si prendono cura degli altri. Solo una crescita nell’amore è  prova dello Spirito di Cristo che opera in noi.

Kim Nataraja