Insegnamenti settimanali del 10-5-2021 – La meditazione come via alla conoscenza di sé

La meditazione come via alla conoscenza di sé

Nel suo libro “Gesù, il maestro interiore”, Laurence Freeman continua a sottolineare l’impossibilità di conoscere Gesù con la nostra mente; dobbiamo invece entrare nelle profondità del nostro essere e conoscerlo con il nostro cuore: “La scoperta dell’identità di Gesù non si raggiunge attraverso una indagine intellettuale o storica. Avviene quando ci apriamo alle nostre profondità intuitive, a quei modi più profondi e sottili di conoscere e vedere rispetto a quanto siamo abituati a fare. Questa è la preghiera… Entrare nello spazio interiore del silenzio nel quale siamo felici di trovarci, senza domande, giudizi e immagini… È l’indefinibile silenzio nel cuore del mistero di Gesù che in definitiva comunica la sua vera identità a coloro che lo incontrano”.

La preghiera è la porta che conduce alla vera conoscenza di Gesù – e, quindi, alla nostra vera natura – e attraverso di lui a quella di Dio. Per fare quel viaggio, quel “cammino di risveglio” che serve a raggiungere il suo scopo predefinito, è indispensabile la meditazione che porta alla preghiera contemplativa. Ci aiuta a scendere al centro del nostro essere dove scopriamo, “in relazione e in comunione con lo Spirito, chi è Gesù.”

Ma la meditazione fa molto di più di questo: “Per meditazione non intendo solo il lavoro di pura preghiera, ma l’intera vita di conoscenza di sé alla quale essa conduce”. Nel silenzio della ‘preghiera pura’ ci vengono donate delle intuizioni di grazia che ci aiutano a scoprire le ferite che bloccano la consapevolezza del nostro vero essere e ci aiutano a prendere coscienza delle nostre ‘ombre’. Ma allo stesso tempo la preghiera contemplativa aumenta la profonda ed intuitiva conoscenza che lo spirito amorevole di Cristo sta lavorando dentro di noi e ci incoraggia ad accettare noi stessi così come siamo, come fa lui stesso. E così Egli guarisce le nostre ferite e ci conduce alla pienezza. Laurence Freeman ancora una volta mette in evidenza che “per la fede cristiana è essenziale che ascoltiamo Gesù con quella attenzione così lucida e serena da perdere noi stessi… così Egli diventa… una ‘porta’ che conduce alla conoscenza di sé.”

È importante ricordare di quale tipo di preghiera stiamo parlando. Stiamo parlando della preghiera contemplativa silenziosa e profonda, non della preghiera per cui “eseguiamo meramente o mimiamo con le labbra un rituale prestabilito”. Nessuno lo ha espresso meglio di T.S.Eliot nei Quattro Quartetti:

Tu sei qui per inginocchiarti
Dove la preghiera è stata valida.
E la preghiera è più
Di un ordine di parole, dell’impegno cosciente
della mente che prega, o del suono della voce in preghiera.

Laurence Freeman continua dicendo: “Gesù è una forza indispensabile per il raggiungimento di qualsiasi autentica spiritualità. Anche se la maggior parte delle persone hanno problemi con la Chiesa – come molti praticanti – la persona di Gesù è uno dei fari costanti che guidano l’umanità al di là di ogni egoismo e della violenza della disperazione, verso le mete più elevate di bontà e serenità che continuamente pone a se stessa.” Oggigiorno, molti tendono a buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma “ignorare Gesù a causa delle imperfezioni delle chiese è una stoltezza della dimensione tragiche… anche se, d’altra parte, il cristianesimo deve essere trasformato. “

Kim Nataraja