Insegnamenti settimanali 6 gennaio 2013

Il cambiamento

Benedetto concepiva la conversione come un processo continuo.

Noi abbiamo bisogno di rivolgere continuamente la nostra attenzione verso la Realtà Superiore in preghiera/ meditazione e nelle nostre relazioni quotidiane con il prossimo.

Ma prestare attenzione a qualcosa, implica sempre di distogliere l’attenzione da qualcos’altro. Abbiamo bisogno di spostare il nostro focus dalle realtà esteriori della nostra vita alla realtà interiore del nostro vero sé, la consapevolezza di Cristo in noi. Questo spostamento implica inevitabilmente il cambiamento, in parte cosciente e in parte incoscio. A livello esteriore c’è la scelta consapevole di dedicare periodi di tempo regolari alla meditazione invece di leggere o guardare la televisione; la scelta consapevole di ritrovarsi con persone che la pensano come noi in un gruppo di meditazione o partecipando a ritiri; la consapevole scelta di cambiare i temi delle nostre letture e i modi di divertirci. Ma a livello più interiore il vero cambiamento, addirittura una vera e propria trasformazione, che deriva da questo spostamento di focus, è inconscio e molto graduale. In effetti, è totalmente fuori dal nostro controllo; noi non cambiamo, noi veniamo cambiati; è un dono spirituale.

Ma questo è il problema ! A noi piace avere il controllo, ci piace determinare cosa succede e come. Noi non cediamo facilmente le redini a qualcun altro. Ma per quanto riguarda il cammino spirituale, il segreto è proprio questo. Dobbiamo lasciarci andare e affidarci ad un Potere più Grande.

Collegato al bisogno di potere e controllo è il nostro desiderio di risultati. Quando cominciamo a meditare, in qualche modo ci aspettiamo una immediata e totale trasformazione della consapevolezza e siamo sinceramente delusi di scoprire che essenzialmente noi restiamo gli stessi. Vogliamo un ritorno immediato del nostro investimento di tempo ed energia rappresentato dalla meditazione. Come mai non stiamo ancora levitando ?! Se questa è la nostra motivazione, presto smettiamo.

Ma è questo lasciarci andare nella ripetizione quotidiana del nostro mantra, che permette un lento e graduale cambiamento interiore di prospettiva, che influenza tutto il nostro essere. E’ talmente graduale da essere quasi impercettibile. Il “lampo” della Luce Divina dentro di noi non si trasforma in una notte in un impetuoso, purificante fuoco. Non vedremo grandi risultati in poche settimane, pochi mesi o anche anni. Ma se paragoniamo le nostre reazioni alle situazioni nell’arco del tempo, noteremo delle notevoli differenze. Altre persone spesso notano prima questa diversità nel comportamento, un po’ come fece il bruco quando disse alla farfalla: “Wow, sei cambiata!”

Un problema connesso al nostro bisogno di potere e controllo è la nostra paura di cambiare. Noi pensiamo di sapere chi siamo e abbiamo costruito un efficace sistema di sopravvivenza, che ci dà un chiaro senso di identità e sicurezza. Ma di nuovo abbiamo una scelta: possiamo restare come siamo oppure permettere che la crescita avvenga e che la promessa di Gesù – “io sono venuto, perché abbiano la vita, e l’abbiano in abbondanza” si compia in noi; accettare di crescere implica, in ogni caso il cambiamento. Dobbiamo abbracciare il cambiamento e smettere di tentare di  contrastare questa tendenza.

Kim Nataraja