Anno n. 8 Insegnamenti settimanali 26 aprile 2015

Teologia della preghiera di John Main

La teologia di John Main sulla preghiera è strettamente legata alla sua teologia cristiana in generale.

In un insegnamento settimanale precedente abbiamo sentito John Main dire che lo “scopo della nostra Comunità è quello di tramandare la tradizione della meditazione. Quello che stiamo trasmettendo, o cercando di trasmettere, è la consapevolezza che Cristo abita nei nostri cuori “. Egli ha sottolineato questa comunione più e più volte: “Gesù ha mandato il suo Spirito ad abitare in noi, rendendo tutti noi templi di santità : Dio stesso abita in noi … .sappiamo così di condividere la natura di Dio “.

Questa fede in Cristo che dimora in noi – da sempre visto in termini trinitari, Padre, Figlio e Spirito Santo e la preghiera, come modo di toccare questa Presenza, alimentano tutto l’insegnamento di John Main. Egli sottolinea costantemente il bisogno di lasciar andare pensieri, immagini, impressioni, che formano la nostra consapevolezza superficiale, la nostra consapevolezza razionale. Quando lo facciamo, entriamo nel regno della nostra consapevolezza più profonda e al tempo stesso della consapevolezza di Gesù, la consapevolezza di Cristo. Possiamo farlo, perché Gesù ha condiviso la nostra umanità: “Il cammino della preghiera è semplicemente quello di trovare il modo di aprire la nostra consapevolezza umana alla sua consapevolezza umana.”

Non solo quindi entriamo in comunione con la sua consapevolezza, ma anche ci uniamo a lui nella sua preghiera al Divino, che egli ha sempre visto in termini di ‘Abba’, un termine rispettoso e amorevole di affetto per il Padre. Quando lo facciamo, ha sottolineato John Main, troveremo che arriva un momento in cui non si parla più della ‘mia preghiera’, ma ci uniamo a Cristo nella sua preghiera al Padre. Entriamo nella corrente d’amore che scorre tra Gesù e il Padre, che è lo Spirito Santo. “Per entrare in quel flusso di preghiera pura, si deve trascendere se stessi; si deve lasciare il sè alle spalle. Imparare a ripetere il mantra, ed imparare ad educare noi stessi alla preghiera tutti i giorni, è il modo che la tradizione ci dà e la via che la nostra esperienza ci insegna per camminare con Gesù, per mezzo di Gesù, verso il Padre.” L’essenza della meditazione è esattamente questa: focalizzare tutta la nostra amorevole intenzione e attenzione sul mantra, mettendo tutto il resto momentaneamente da parte.

John Main ha sempre sottolineato che la meditazione è preghiera, ma anche che non è l’unico modo di pregare né è l’unico modo per entrare in questa corrente d’amore. Tutte le forme di preghiera, la preghiera liturgica o la preghiera personale, ci possono condurre al silenzio nel nostro cuore, dove Cristo dimora, dove ci rendiamo conto della presenza divina, questa pura esperienza di Dio: “Quindi la meditazione non è in nessun senso esclusiva. Non stiamo dicendo a nessuno di non perdere tempo dicendo il rosario o il Breviario. Quello che stiamo dicendo è: Entra nel flusso puro della preghiera di Gesù. Lanciati in quella corrente con qualsiasi mezzo ti è possibile, sia il rosario, o le stazioni della Via Crucis, l’ufficio divino, o quello che preferisci. “

Kim Nataraja