Anno 3 n. 24 Insegnamenti settimanali 16 agosto 2015

Alla ricerca del Gioiello Prezioso

Laurence Freeman afferma che, secondo John Main l’importanza del Gesù storico di Nazareth era che egli “ha risvegliato se stesso nei limiti mortali che tutti conosciamo.”

Laurence Freeman ha poi continuato a sottolineare l’importanza di questo risveglio per tutti noi, come il “solo e onnicomprensivo risveglio della coscienza umana alla sua fonte in Dio.”

Gesù ci ha mostrato il nostro potenziale, ma troviamo difficile credere alla verità che ci ha indicato. Di qui l’importanza contenuta nell’insegnamento di John Main, di Laurence Freeman e dei primi Cristiani che ci invita a crescere nella conoscenza di noi stessi, diventando consapevoli di questo tesoro dentro di noi. L’esperienza della preghiera contemplativa, la meditazione, è un grande aiuto sulla strada verso questa scoperta. La storia che segue illustra molto bene la nostra condizione e la necessaria ricerca:

In un lontano regno di perfezione c’era un monarca che aveva una moglie, un figlio e una figlia meravigliosi. Vivevano tutti insieme felicemente. Un giorno il padre chiamò i suoi figli dinanzi a sé e disse: “È arrivato il momento che arriva per tutti. Dovrete discendere, percorrendo una lunga distanza, in un’altra terra. Dovrete cercare, trovare e riportare un gioiello prezioso. “

I viaggiatori furono condotti sotto mentite spoglie in una terra straniera, in cui quasi tutti gli abitanti vivevano un’esistenza buia. Tale era l’effetto di questo luogo che i due ragazzi persero il contatto l’uno con l’altro, vagando come se dormissero. Di tanto in tanto vedevano fantasmi, o cose simili al loro paese e al Gioiello, ma la loro condizione era tale che queste cose non facevano che aumentare lo spessore delle loro fantasticherie, che ora iniziavano a scambiare per reali.

Quando la notizia della sorte dei suoi figli giunse fino al re, egli mandò a dire loro da un servo fidato, uomo saggio: “Ricordate la vostra missione, risvegliatevi dal vostro sogno, e rimanete insieme”. Con questo messaggio si destarono, e con l’aiuto della loro Guida salvifica sfidarono i pericoli mostruosi che circondavano il gioiello, e grazie al suo magico aiuto tornarono al loro regno di luce, per rimanervi in un crescendo di felicità per sempre.

La nostra mancanza di conoscenza e di accettazione di chi siamo veramente è spesso descritta negli scritti dei primi Cristiani come la condizione di essere addormentati o ubriachi. Le preoccupazioni per il nostro sé superficiale, il nostro ego, ci tengono nascosta non solo la vera realtà di noi stessi, ma anche la Realtà Ultima al di là della nostra realtà materiale limitata e ordinaria.

Lo stesso sentimento viene espresso nel “vangelo di Tommaso”, uno dei primi importanti vangeli con una raccolta dei detti di Gesù che a quei tempi si tramandavano oralmente. Gesù disse: “ho preso il mio posto nel mondo e sono apparso loro nella carne. Li ho trovati tutti ubriachi e nessuno di loro era assetato. La mia anima soffriva per i figli dell’umanità perché sono ciechi nei loro cuori e non vedono perché sono venuti al mondo vuoti e cercano anche di andarsene dal mondo vuoti. Ma adesso sono ubriachi. Quando si scrolleranno di dosso il vino, allora si pentiranno”. (Logion 28)

Kim Nataraja