nno 1 n. 39 Insegnamenti settimanali 1 dicembre 2013

Alla ricerca del Gioiello Prezioso

Ho citato Laurence Freeman che, in uno dei suoi recenti Insegnamenti Settimanali, ricorda la visione di John Main secondo cui l’importanza del Gesù di Nazareth storico è data dal fatto che “egli si è risvegliato all’interno delle limitazioni mortali che noi tutti conosciamo”.

Laurence Freeman poi continua sottolineando l’importanza di questo risveglio per tutti noi, come “l’unico e onnicomprensivo risveglio della consapevolezza umana alla sua fonte in Dio.”

Gesù ci ha mostrato la nostra potenzialità, ma facciamo fatica a credere alla verità verso cui ci ha indirizzato. Da questo, l’importanza degli insegnamenti di John Main, Laurence Freeman e dei primi cristiani che ci invitano a crescere nella conoscenza di se stessi, diventando consapevoli di questo tesoro in noi. L’esperienza della preghiera contemplativa, della meditazione, è di grande aiuto nel percorso verso questa scoperta. La storia che segue illustra molto bene la nostra condizione e questa ricerca necessaria:

In un lontano regno di perfezione, viveva un monarca giusto che aveva una moglie e un figlio e una figlia meravigliosi. Vivevano felicemente insieme. Un giorno il padre chiama i suoi figli a sé e dice: “È arrivato il momento che arriva per tutti. Dovete andare giù, molto lontano, in un’altra terra. Cercherete e troverete e porterete indietro un Gioiello Prezioso”.

I viaggiatori furono condotti sotto mentite spoglie in una terra straniera, i cui abitanti vivevano quasi tutti una esistenza buia. Era tale l’effetto di questo luogo che i due persero contatto l’uno con l’altro, girovagando come presi dal sonno. Di tanto in tanto vedevano fantasmi, similitudini del loro paese e del Gioiello, ma la loro condizione era tale per cui tutto questo non faceva che aumentare la profondità delle loro illusioni, che adesso essi cominciavano a confondere con la realtà.

Quando notizie della condizione dei suoi figli raggiunsero il re, egli inviò una parola attraverso un suo fidato servo, un uomo saggio: “Ricordatevi la vostra missione, risvegliatevi dal sogno, e restate insieme”. Con questo messaggio, essi si risollevarono e con l’aiuto della loro guida salvifica osarono fronteggiare i pericoli mostruosi che circondavano il Gioiello, e con il suo aiuto magico ritornarono nel regno della luce, per rimanere lì in un felicità sempre crescente.

La mancanza di conoscenza e accettazione di chi siamo realmente è spesso descritta nelle scritture dei primi cristiani come la condizione di chi è addormentato o ubriaco. La nostra preoccupazione per il nostro io superficiale, il nostro ego, nasconde non solo la verità della nostra realtà ma anche quella della Realtà Ultima, al di là della nostra realtà materiale limitata e ordinaria.

Lo stesso sentimento viene espresso nel “vangelo di Tommaso”, uno dei primi importanti vangeli con una raccolta dei detti di Gesù che a quei tempi si tramandavano oralmente: Gesù disse: ho preso il mio posto nel mondo e sono apparso loro nella carne. Li ho trovati tutti ubriachi e nessuno di loro era assetato. La mia anima soffriva per i figli dell’umanità perché sono ciechi nei loro cuori e non vedono perché sono venuti al mondo vuoti e cercano anche di andarsene dal mondo vuoti. Ma adesso sono ubriachi. Quando si scrolleranno di dosso il vino, allora si pentiranno”. (Logion 28)

Kim Nataraja