Giovedì – Quinta settimana di Quaresima

Giovedì 25 marzo 2021 quinta settimana di quaresima 

dal Vangelo secondo Luca 1,26-38. Si domandava che senso avesse un tale saluto

Un giorno d’estate passavo davanti a un negozio in Florida, questo negozio aveva individuato una buona opportunità nello sfruttare il sentimento di felicità legato al Natale. Si chiamava “Christmas Every Day” [Natale tutti i giorni]. Non so se abbia avuto successo, ma mi è sembrata una idea brillante per la vendita al dettaglio. Ho il sospetto che possa essere andato come tutti quanti i Natale, poiché il desiderio delle persone di aggrapparsi alla nostalgia e al sentimento ottimista del tacchino e della carta da regalo è svanito e si sono infine resi conto che se il Natale è ogni giorno, allora non v’è mai Natale.

L’incarnazione, tuttavia, è un evento quotidiano. Oggi è la festa dell’Annunciazione, quando Maria è stata visitata dall’angelo che le ha offerto la possibilità di dire un Sì, vasto e incondizionato a nome di tutti noi. Tra nove mesi, di conseguenza, potremo dire Buon Natale. Da qui ad allora ci saranno cambi di stagione, altri lockdown, ulteriori teorie del complotto, maggior nazionalismo legato ai vaccini e molte altre nascite e morti. Ma attraverso tutti gli eventi che vengono costantemente portati dal grembo del tempo, come lo chiamava Shakespeare, un bambino crescerà in Maria, la Madre universale.

Come il seme piantato nel terreno, che Gesù ha paragonato al Regno dei Cieli, il bambino cresce “non sappiamo come”, mentre ci alziamo la mattina e andiamo a letto la sera. È come il nostro “progresso” nella meditazione. I cambiamenti che possiamo osservare e oggettivare sono minimi rispetto a ciò che sta accadendo, mentre siamo trascinati lungo il fiume del tempo e in un universo in espansione di cui non possiamo vedere i limiti.

Eppure dobbiamo ricordarci che questa nuova vita si forma continuamente perché è fin troppo facile lasciarsi distrarre e scoraggiare da eventi che oscurano lo scopo essenziale delle cose. Aggrapparsi a esperienze buone ma effimere, come propone l’approccio “Christmas Every Day”, è un investimento su rendimenti decrescenti. Immergersi ogni giorno in ciò che sta prendendo forma con un Sì incondizionato, di piena accettazione, significa correre il rischio di essere vivi, di morire e rivangare le nostre morti nel terreno della rinascita. Così il seme cresce e il fiume scorre finché il fiore della giovinezza, il frutto della mezza età e il raccolto degli ultimi giorni sono stati tutti compiuti.

Dopo aver parlato del mantra per un certo numero di anni ormai, sono consapevole che molte persone all’inizio rispondono alla meditazione con lo scetticismo che il “Christmas Every Day” suscita. A poco serve discutere con loro o con i loro dubbi, perché l’esperienza è maestra. Non ci sono prove, tranne l’esperienza. Ma neppure c’è esperienza senza un Sì.

Laurence