Giovedì di Quaresima – Terza settimana 3 marzo 2016

 Riflessioni della Quaresima 2016

Ho incontrato il Dalai Lama di recente.

Sul tavolo c’erano due pile accuratamente ordinate di lunghi fogli di carta stampati, pagine sparse, di testi in sanscrito dell’insegnamento del Budda che sta studiando in profondità in questo periodo. Lo ha inizialmente memorizzato all’età di otto anni, ma comprensibilmente non ha gradito quell’attività. A dodici anni, era in grado di impegnarsi in dibattiti formali con gli studenti e gli studiosi su quel testo. Ora, settant’anni dopo, come un violinista con un pezzo di Bach che è stato parte del suo repertorio per decenni, è ancora lì che esplora le profondità della saggezza nelle parole sulla carta e, forse ancor più, la saggezza che risiede negli spazi tra le parole. Ne parlava con entusiamo e freschezza, come se lo avesse appena scoperto.

Una volta mi trovai a girovagare in una scuola rabbinica vicino al Muro del Pianto a Gerusalemme. Credo che qualcuno avesse lasciato la porta aperta e, fingendo candore, sono entrato in questo alveare di studio delle Scritture. La lunga stanza era piena di studiosi giovani e anziani che ondeggiavano, recitando – o mormorando – le parole della Torà. San Benedetto diceva nella Regola che i monaci non dovrebbero disturbarsi gli uni con gli altri quando leggono per la Lectio, consigliando che la lettura ad alta voce, che è stata la prassi nel leggere fino ai più recenti tempi moderni, avvenisse in spazi confinati.

Nell’era di Wikipedia e Google, pensiamo di non dover memorizzare alcunchè e non abbiamo una grande opinione della memoria, finché non sentiamo che ci sta abbandonando o tradendo. Tuttavia, allenare la memoria è un modo per rafforzare il potere dell’attenzione che è un grande determinante nella qualità della vita. Chi è distratto permette che la vita gli scivoli via tra le dita. Pensando di star immagazzinando molta esperienza, in realtà ne trattengono ben poca. Sentono le cose in modo fugace e non trattengono impressioni durature. Gli appunti presi in un portatile possono restare in un hard disk, ma non affondano nella mente di chi le appunta, allo stesso modo delle note scritte a mano.

C’è un grande interesse nella ‘mindfulness’ oggi. Questo è un segno di speranza in una cultura che sta diventando consapevole di quello che sta perdendo, prima che si dimentichi di quello che ha perso. Ma ci sono tipi diversi di mindfulness. C’è quella che nasce da una reazione impulsiva e che ha vita breve, che diventa anch’essa solo un altro sintomo del declino verso questa demenza culturale. Poi c’è la mindfulness sostenibile e che trasforma, nata da una pratica meditativa intrecciata nella vita quotidiana.

La quaresima è una stagione per riflettere su queste sfumature della nostra sopravvivenza e della nostra prosperità. Su quello che dura un giorno e quello che dura una vita.

Con affetto,

Laurence Freeman OSB