Giovedì di Quaresima – Quinta Settimana

In generale le persone sono d’accordo sul fatto che l’esercizio, come la meditazione, sia una buona cosa.

Ci sentiamo meglio fisicamente e mentalmente grazie a un esercizio fisico regolare. In base al carattere che abbiamo possiamo fare fatica a mantenere una disciplina di esercizio quotidiano e cercare ogni possibile scusa per evitarlo anche se sappiamo che se lo facciamo ci sentiamo meglio. Oppure, se abbiamo una personalità più compulsiva, possiamo sviluppare una tale fissazione sull’esercizio che esageriamo e gli lasciamo giocare un ruolo nelle nostre vite più dominante di quanto non meriti. Non è mai abbastanza. Si può sempre essere più in forma di qualcun altro.

Ci sono alcuni parallelismi con l’esercizio spirituale. C’è il bisogno della disciplina e ci sono gli evidenti benefici. Ma solo alcune persone esagerano, cercando la via rapida per l’illuminazione. Queste persone diventano degli estremisti spirituali e più estremi diventano tanto più si allontanano dalla meta. Ci sono, ovviamente, anche estremisti religiosi, ma tendenzialmente sono persone che stanno scappando da qualcosa di spiacevole – un problema personale o una situazione politica – e trasformano la religione in una giustificazione per qualunque cosa pensano li possa far stare meglio. C sono stati anche degli estremisti spirituali, ma sono più rari perchè la posta in gioco – il buonsenso e la salute – è molto più alta.

Perciò è raro che le persone diventino dipendenti dalla meditazione (ma questo dipende come sempre da ciò che si intende per “meditazione”). La ragione principale, infatti, è che la disciplina della meditazione comprende un intrinseco impegno alla moderazione e ad attenersi alla via mezzo in qualunque cosa, inclusa la pratica spirituale. La meditazione è lo strumento regolatore universale perchè ci armonizza  con lo spirito che pervade ogni cosa e che è a disposizione per correggere tutti gli squilibri o errori finchè siamo aperti ad esso. La meditazione inoltre è intrinsecamente un impegno ad essere aperti alla realtà così com’è, non come ce la raccontiamo.

Moderazione e apertura. I due lati della scala che conduce alla felicità e la pace. E ogni gradino che saliamo approfondisce la nostra capacità di amare. Speriamo che i 40 giorni nel deserto, che presto saranno finiti, ci abbiamo insegnato questo. Se così non è, possiamo ringraziare lo spirito, comprimere i 40 giorni nel momento presente, ora, perchè ci aiuta sempre a recuperare il tempo perduto. Questa è redenzione.

Laurence Freeman OSB