Domenica delle Palme 2021

Domenica delle Palme, 28 marzo 2021 

Vangelo Mc 11, 1-11. Altri stendevano fronde, che avevano tagliate dai campi

Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli e disse loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo”.

Iniziamo il ritiro di Pasqua online il giovedì, quando due flussi di tempo, il mondano e il sacro, scorrono insieme vigorosamente. È come “l’Incontro delle Acque” in Amazzonia, dove il Rio Negro e il Rio delle Amazzoni fluiscono fianco a fianco nello stesso canale per diverse miglia, prima di mescolarsi. Ma il cambiamento comincia oggi, Domenica delle Palme, l’inizio della Settimana Santa. Con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, seduto su un asino, acclamato dalle folle, cominciamo a essere trascinati dalla rapida corrente dei misteri della Pasqua. Ognuno dei quattro vangeli concorda sull’importanza simbolica di questa entrata trionfale che precede il rifiuto e la sconfitta.

Possiamo riconoscere la tradizione orale della storia all’interno della versione scritta. Ci sono dettagli che non comprendiamo; ci sentiamo esclusi. Intrasentiamo una conversazione tra persone che condividono particolari e un senso del significato simbolico che ci sembrano distanti. In realtà, è un bene sentirsi a disagio perché stiamo entrando in un territorio nuovo. Una volta atterrai all’aeroporto di Delhi e vidi un gruppo di turisti americani traumatizzati, in un stato di shock totale di fronte all’ambiente fisico e contesto culturale. Quando fummo fuori dal terminal, vidi una donna fuori di sé. Mentre aspettavano il ritorno della loro guida turistica e l’arrivo dell’autobus, era importunata da venditori invadenti e mendicanti storpi con mani tese, che la afferravano. Dopo un po’ crollò completamente, si precipitò all’interno dell’aeroporto e disse che sarebbe tornata a casa. Il suo momento per incontrare la Madre India non era ancora giunto.

La Settimana Santa è il nostro accesso a una tradizione. La straordinarietà che percepiamo è parte del processo di trasformazione dei Misteri Pasquali. Entriamo in contatto con una storia, una famiglia, uno spostamento, verso i quali possiamo sentirci estranei, come degli intrusi. Ma sospendete per un attimo il dubbio razionale e lo shock culturale. Aspettate che la guida turistica ritorni, lasciate che un’immaginazione e un’intuizione più profonde fluiscano accanto alla coscienza ordinaria, ed il senso di estraneità si trasformerà in un senso di scoperta, una nuova dimensione di casa.

Accolta così, la Settimana Santa rafforza il nostro “belonging” [ndt: il nostro senso di appartenenza]. Una parola interessante. Composta da “be” e “longing” [“essere” e “desiderio”]. La Pasqua mette dolorosamente e gioiosamente a nudo il nostro desiderio più forte e che maggiormente ci definisce. E ci chiama all’esperienza dell’essere, in una pienezza insolita eppure intima.

Cosa c’è d’importante nel fatto che Gesù dia indicazioni pratiche sui suoi mezzi di trasporto? Per la prima generazione, simboleggiava il Re della tradizione biblica che entrava nella sua città, arrivando a casa in un modo che solo al re era concesso. “Non temere, figlia di Sion: ecco il tuo re viene, seduto su di un puledro d’asina” (Gv 12, 15). 

“E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”

Noi non siamo come chi ascolta le conversazioni altrui. Sappiamo molto di più. Gesù non era un liberatore nazionalista che prometteva la cacciata dell’invasore. Stava rivelando all’intera umanità che noi tutti, realmente, desideriamo la stessa cosa. Siamo tutti appagati dalla pura esperienza dell’essere. A cui tutti apparteniamo [belong]. Come una sola cosa.

Laurence