Insegnamenti settimanali del 15/9/2019 – Sulla preghiera

Sulla preghiera

Come era stato per Clemente, anche il Padre della Chiesa Origene ricevette un’istruzione di alto livello per quanto riguardava il pensiero greco, ebraico e cristiano, e vide chiaramente le corrispondenze tra questi diversi filoni di saggezza.

Come dice Laurence Freeman: “La Cristianità è un fenomeno storico che ha le sue radici nelle religioni ebraica e greca e queste radici possono essere ripercorse anche più in profondità, fino alla coscienza religiosa più antica dell’umanità. Tutte le religioni non possono essere una sola, come sosteneva William Blake, ma certamente esse sono collegate fra loro e interconnesse in profondità.” (Laurence Freeman)

A soli 17 anni Origene fu nominato capo della Scuola Catechetica dal vescovo Demetrio di Alessandria, come successore di Clemente. L’insegnamento ai catecumeni – coloro che desideravano essere battezzati nella fede cristiana – non era strettamente limitato alla fede cristiana, ma era effettuato in un contesto di formazione generale di stampo greco in filosofia e in scienza in uso a quei tempi, dove studenti provenienti da tutte le principali culture potevano scambiarsi le idee.

Origene fu un allievo estremamente talentuoso, un insegnante dotato e fu il primo a presentare nel suo “De principiis” una cosmologia e teologia cristiana in modo sistematico e profondo, basato totalmente su una interpretazione allegorica e mistica delle Scritture. Probabilmente questo testo fu scritto in risposta a domande fatte da allievi intellettuali e istruiti della Scuola Catechetica, che cercavano di comprendere l’insegnamento cristiano in rapporto alla filosofia di matrice platonica, stoica, ebraica e gnostica.

Nel suo trattato “Sulla preghiera” ci sono importanti lezioni per noi, quando ci sediamo a meditare, circa il nostro atteggiamento all’inizio della preghiera. Origene attribuisce grande importanza alla purificazione dell’anima dalle emozioni forti in preparazione alla preghiera e cita San Paolo, dicendo: “Dovremmo pregare liberi da collera e dissenso” e insiste sul fatto che dobbiamo liberarci di “qualunque ricordo di cattiveria verso qualcuno che supponiamo ci abbia fatto un’ingiustizia”. Se non riusciamo a lasciare andare queste emozioni, il nostro “ego” ferito interferirà e non ci permetterà di focalizzarci sulla nostra preghiera, che invece ci deve condurre al nostro Centro: “Chiunque intenda impegnarsi nella preghiera … dovrebbe prepararsi un momento, in modo da essere più attento e vigile durante tutta la preghiera.” Soltanto restando all’erta e mettendo da parte ogni “pensiero estraneo” possiamo mantenere “la nostra mente assorta in Dio” e trascendere la nostra ordinaria consapevolezza, innalzare il nostro “intelletto dalla terra per porlo di fronte al Signore di tutto”

È evidente l’influenza di Origene sugli insegnamenti di Evagrio, il suo discepolo Cassiano e attraverso di loro su John Main. Vediamo nei loro insegnamenti la stessa importanza attribuita alla preparazione: “Poiché qualunque cosa a cui la nostra anima stesse pensando prima del momento della preghiera inevitabilmente ci viene in mente mentre preghiamo … allora dobbiamo prepararci prima del momento della preghiera per essere la persona devota che vogliamo essere.” (Cassiano) e purificare la mente da ogni emozione: “Nessuno che ami la vera preghiera e continui a dare spazio a collera o risentimento può essere assolto dall’imputazione di follia. Perché assomiglia ad un uomo che vuole vedere chiaramente e per questo motivo si graffia gli occhi.” (Evagrio)

La meditazione è più che un modo di pregare; essa trasformerà il vostro atteggiamento verso la vita.

Kim Nataraja