Venerdì – Quinta settimana di Quaresima 2019

Giovanni 10, 31-42

I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei? Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre». Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

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Se non volete credere a me, credete almeno alle opere.

Che cosa potrebbero essere quelle opere – allora come adesso ?Sant’Antonio del deserto, dopo aver meditato per venti anni in solitudine, ebbe la visita dei suoi amici che vennero a cercarlo, aspettandosi che fosse morto o squilibrato. Invece, emerse fisicamente e mentalmente radioso, sano e razionale. Per il resto della sua vita fu conosciuto per aver guarito gli ammalati, confortato gli addolorati e riconciliato i divisi. Non male come segni per capire che cosa è un’opera buona e una vita significativa. Ma queste opere esprimono uno stato d’essere più profondo. Chiunque riesce a toccare dentro di sé questo stato e a rimanerci, diventa capace di cambiare la mente degli altri – rendendoli capaci della stessa profondità in se stessi. Non importa se “credi” in quella persona o meno. O, almeno, la tua opinione su di lei è secondaria al tuo essere toccato e cambiato da lei, attraverso di lei. Credere a ciò che vedi del suo lavoro, rende più facile vedere chi c’è veramente dietro la persona.

Per tutto questo è necessario un certo tipo di leadership. Non la leadership che è semplicemente definita dai risultati e dal successo o dalla forza carismatica della persuasione. Ma quella che espone la dimensione nascosta del bene, sia dentro di noi che nel cuore di tutte le relazioni umane. Questo è inquietante, anzi rivoluzionario, perché molte delle nostre ipotesi, su noi stessi e gli altri, sono costruite su una importante svalutazione della nostra bontà essenziale. Spesso è anche peggio, abbiamo un basso senso di sé e una diffidenza di fondo verso gli altri.

La corte è corrotta, i campi sono invasi dalle erbacce, i granai sono vuoti; eppure ci sono quelli vestiti a festa, con le spade ai lati, pieni di cibo e bevande e in possesso di troppe ricchezze. Questo è conosciuto come prendere il comando con la rapina. È davvero lontano dalla Via. (Tao Te Ching LIII)

L’impatto socialmente destabilizzante tra vaste discrepanze di ricchezza nella società è sempre più evidente. È irragionevole pensare che la Brexit possa essere collegata a quasi quattro milioni di bambini che vivono in povertà nel Regno Unito? Quando Lao Tse scriveva, nel sesto secolo a.C., le aspettative sociali erano molto diverse, ma l’intuizione del saggio rispetto alla bontà fondamentale era la stessa di sempre. Con questa intuizione, arriva l’indignazione e la tristezza profonda del profeta nel vedere quanto ci possiamo tutti ingannare e il modo spietato e ingiusto in cui possiamo agire in quello stato di illusione.

Il significato mistico della Pasqua cui ci siamo preparati per quasi sei settimane non può essere separato dalle sue opere. Non si tratta, in primo luogo, della credenza, ma dell’esperienza. Il credo cresce dall’esperienza. Essere toccati dalla Resurrezione ci rimanda alla vita con nuovi modi di vedere e una sfida radicale ai nostri valori.

Sfortunatamente, per coloro che pensano che la mappa sia il percorso, come ciò possa accadere può essere compreso solo passando attraverso l’intero processo che porta alla risurrezione. La sofferenza e la perdita di tutto non possono essere infine evitate. Questa è la buona notizia.

Laurence Freeman