Venerdì dopo le ceneri – Quaresima 2019

Venerdì dopo le ceneri – quaresima 2019

 Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.

 Matteo 9:14-15

Oggi Gesù dice che c’è un tempo per digiunare e un tempo per non digiunare. A Cana in Galilea, dove ha dato il suo primo ‘segno’ ad una festa di nozze in cui stava con la sua famiglia e con gli amici, non stava certo digiunando. Deve essersi divertito. Ma la Quaresima è un tempo per digiunare – sia digitalmente che nel cibo e nelle bevande – e possiamo avere dei bei momenti quando lo facciamo, tanti quanti ne abbiamo quando festeggiamo. Gesù camminava e parlava lungo le valli e le montagne della sua terra, ma anche lui si prendeva regolarmente dei momenti in luoghi solitari e spesso pregava per tutta la notte. Sono molte le dimensioni della bontà che devono essere rispettate se vogliamo che la nostra vita sia completa e la nostra terra sia santa.

Convenzionalmente viviamo nelle tre dimensioni dello spazio e nella quarta del tempo. Queste sono modi diversi di essere e di conoscere il mondo. Dovremmo attivarci a tutte le dimensioni, se vogliamo vivere bene e rendere il tempo stesso profondo, ampio e lungo. Lo stress o la depressione sono segni che il tempo e lo spazio non si sono armonizzati in noi. Quando Gesù trascorse i suoi quaranta giorni nel deserto, prima di iniziare la sua vita pubblica, è stato consapevole in modo intenso anche della dimensione divina della realtà. Questa potrebbe non essere una buona definizione perché suggerisce che il divino è solo un’altra dimensione, invece che essere la realtà che contiene e riempie tutte le dimensioni. Chiamiamola dimensione spirituale, quindi, e ci rendiamo conto subito di come siamo stati esclusi da essa, a causa di questa iperattività del mondo quadridimensionale in cui crediamo di abitare.

Nella nostra fissazione ristretta al mondo materiale e scientifico, la dimensione spirituale è stata relegata ai margini o esclusa del tutto. Eppure la scienza stessa – quando è condotta con i principi contemplativi di attenzione e altruismo – ci mostra che ci sono più dimensioni della realtà di quanto avessimo mai immaginato. Un teorico delle stringhe nella fisica moderna dirà che ci sono almeno dieci dimensioni in base alle quali possiamo “misurare” la realtà (credo addirittura che ne ipotizzi ventisei). Se è così, dove sono? I fisici dicono che sono reali tanto quanto le “quattro principali” con cui abbiamo familiarità; ma le descrivono come “raggomitolate” fuori dalla vista. Questo è stato paragonato al modo in cui vediamo i fili tra i poli del telefono. Da una certa distanza sembrano unidimensionali, una linea unica. Da vicino vediamo che sono rotondi e tridimensionali. Come ci ricorda il poeta visionario William Blake:

Se le porte della percezione sono purificate, tutto appare all’uomo così com’è, Infinito. Perché l’Uomo si è rinchiuso per vedere tutte le cose attraverso le strette fessure della sua caverna.

Lo scopo di un moderato esercizio spirituale durante la Quaresima non è quello di forzare gli stati alterati di coscienza, ma di permetterci di vedere di più – e più chiaramente. La nostra disciplina quotidiana durante la Quaresima è come la pulizia di primavera. Non stiamo cercando di vedere ciò che pensiamo non sia lì, ma tutto ciò che è lì. La dimensione spirituale può quindi essere vista come quella dimensione in cui sono conosciute tutte le dimensioni della realtà. È la dimensione della totalità e dell’integrazione: la Via, il Mistero oltre il nome, Dio. È in questa dimensione che la guarigione, che fluisce dall’integrità e supera la separazione, ripara il danno causato dal conflitto mentre penetra nel nostro microcosmo e nel cosmo.

Questo non significa che dobbiamo essere in grado di nominare e comprendere tutte le dimensioni, ma possiamo “vederle” usando il potere aumentato dalla nostra percezione purificata. Per quelli di noi nell’emisfero nord è la gioia pura e il senso della rivelazione di trovare un raccolto di crochi sotto un albero invernale, ancora spoglio.

Laurence Freeman