Quarta domenica d’Avvento

Riflessioni per l’Avvento 2017

Queste riflessioni traggono spunto dalle letture delle quattro domeniche di Avvento, che è un tempo proprio e di preparazione al Natale. Il migliore profitto si trae dalla lettura stessa dei passi biblici che riportiamo qui sotto. Le riflessioni possono essere lette utilmente anche durante il resto della settimana, non solo la domenica.

Nel peggiore dei casi, e si verifica spesso, la religione controlla e tratta con condiscendenza Dio. Invece di rimuovere gli ostacoli dell’uomo e liberare lo spirito nelle vicende umane, essa può facilmente escludere il divino. I capi religiosi spesso parlano per Dio dicendo agli altri ciò che Egli vuole o non vuole, senza mai esporsi al rischio di incontrare Dio direttamente.

Questo è ciò che fa Davide nella prima lettura. Ha vinto le sue battaglie e si è sistemato nel suo regno, e quindi pensa: “Oh, dovrei costruire una bella casa grande perché Dio ci abiti, lì ci sarà il Tempio. Che buona idea.” Ma Dio – con più tatto di quanto egli meriti – gli fa notare: “Pensi di potermi mettere in una casa? Sono io che benedico te, non tu me; ma ti accorgerai che sono onnipresente nella tua vita. È lì che sono e sempre sarò: in te e nella vita.”

Paolo, in precedenza un religioso bigotto, comprese questo dopo la cecità temporanea e l’esaurimento nervoso che lo hanno trasformato. La verità è più ampia, più profonda, più vasta e più duratura di quanto si possa mai esprimere; il meglio che possiamo fare è tentare di esprimere la nostra crescente meraviglia. E questo è semplicemente ciò che ‘lodare Dio’ significa.

Il vangelo dell’Annunciazione di oggi mostra come la presenza senza sede fissa di Dio, sulla terra e nel cosmo, impregni ogni singola cosa. C’è una placca a Nazareth, che indica il luogo nel quale si suppone Maria abbia ricevuto l’angelico visitatore; su questa c’è scritto: “Et Verbum Caro Factum Est”; qui su questa minuscola porzione di terra l’infinita ed eterna Parola di Dio si fece carne. Il messaggero le spiegò il suo destino; lei, giovane e sconosciuta, sarebbe stata la casa nella quale Dio abita; Maria è spaventata e confusa. Ma è consapevole e disponibile. Ci pensò su e poi fece una domanda – come può accadere a me questo che sono ancora vergine?

Sembra una semplice favola e così appare nelle recite della natività messe in scena dai bambini in tutto il mondo; il racconto, tuttavia, non è solo semplice, ma profondo e misterioso. Quanto profondamente ci commuova, dipende dalla nostra capacità di sospendere lo scetticismo e lasciarci trasportare oltre la dicotomia mitico-letterale chiusa, penetrando in una rivelazione che entra in noi e da allora vi rimane per sempre.

“L’esperienza è la prova migliore” di questo e di qualsiasi altra cosa. Se siamo capaci di ascoltare, essere consapevoli e poi dire di sì a ciò che oltrepassa la conoscenza ordinaria (dualistica), non abbiamo un’esperienza, diventiamo l’esperienza.

La piena celebrazione del Natale dipende da questo abbandonarsi, che non è un rifiuto dell’intelligenza, ma un’apertura della mente al mistero che abita il cuore. Maria non sa cosa tutto ciò significhi e forse non lo ha mai saputo, ma ci insegna la via contemplativa quando acconsente semplicemente a ciò che è e sa cosa non conosce – come facciamo nella meditazione. Il suo consenso, “sia fatto di me secondo la tua parola”, permette al cosmo di diventare materialmente il tempio nel quale Dio si immerge diventando non solo Dio, ma anche uomo. Nessuna cosa sarà mai di nuovo la stessa.

Laurence Freeman

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Prima Lettura

Dal secondo libro di Samuèle (2Sam 7,1-5.8-12.14.16)

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».

Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.

La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 16,25-27)

Fratelli,

a colui che ha il potere di confermarvi

nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo,

secondo la rivelazione del mistero,

avvolto nel silenzio per secoli eterni,

ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti,

per ordine dell’eterno Dio,

annunciato a tutte le genti

perché giungano all’obbedienza della fede,

a Dio, che solo è sapiente,

per mezzo di Gesù Cristo,

la gloria nei secoli. Amen.

Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.