TABLET MAGGIO 2015

Significato

Oscar Wilde diceva “Non leggo mai un libro che devo recensire; mi creerebbe dei pregiudizi”.

Una volta pensavo che questa assurda verità fosse applicabile anche al conoscere gli studenti che a fine quadrimestre vanno valutati per il loro lavoro. Diventa più difficile farlo, se si è parlato con loro personalmente. Ma questo è quello che devo fare per il corso breve di “Meditazione e Leadership” che tengo alla Georgetown University Business School di Washington dove ho appena finito di insegnare. Ma non potevo sbagliarmi di più. I voti hanno importanza, ma dare allo studente l’opportunità di mostrare la propria unicità, mettersi in discussione, è ancora più importante.

Ho chiesto agli studenti all’inizio del corso di meditare due volte al giorno per le successive sei settimane. Da principio, mi hanno guardato perplessi, poi con sguardi interrogativi quando ho aggiunto che la maggior parte di loro avrebbe fallito nel compito, ma che questo fallimento sarebbe stato il loro miglior maestro. La maggioranza riesce a sviluppare una qualche forma di pratica quotidiana, altalenante, e ben presto l’esperienza stessa sarà maestra, come disse Giovanni Cassiano, il maestro di San Benedetto: magistra experientia . Gli studenti notano gli effetti del creare dei momenti di immobilità, di silenzio e pura attenzione (ovvero contemplazione) nelle loro vite stressate e competitive, o perché stanno ancora cercando un lavoro o perché si stanno impegnando per una nuova posizione al termine del loro MBA. Alcuni, con scelte professionali e giovani famiglie, hanno già affrontato la crisi di mezza età. Tutti, in una misura o in un’altra, stanno affrontando l’interrogativo sul significato della vita nelle forme che la nostra cultura secolare ci presenta oggi.

Viene da pensare che la ricerca di significato non è la ragione prima del loro scegliere questo corso, visto che la maggior parte di loro sostiene di selezionarlo per imparare a controllare lo stress. Ma essere consapevoli che il valore della propria vita può essere messo a rischio dallo stress è il primo passo per risvegliarsi alla domanda successiva che è “che tipo di vita dovrei vivere?”. Allo stesso modo una malattia fisica, curabile o meno, può risvegliarci al vero significato della salute.

Stavo interrogando un ragazzo entusiasta e molto intelligente che si preparava a trasferirsi a New York dove, mi raccontava con un guizzo negli occhi da cacciatore o scalatore, avrebbe lavorato diciassette ore al giorno. Essendo una persona altamente competitiva, si era imposto di obbedire alla mia istruzione iniziale e aveva meditato due volte quasi ogni giorno. In questo modo aveva creato spazio perché la experientia potesse manifestarsi. Noi lo chiameremmo Spirito Santo, ma lui non usava questo linguaggio. Tuttavia, aveva riconosciuto alcuni segni dello Spirito, una nuova pace e calma, una gioia intima, tolleranza e pazienza. Per le meno, alcuni di quelli che San Paolo chiama i frutti dello Spirito (Gal 5:22).Quello stesso giorno, fuori dai cancelli dell’università, c’era una dimostrazione di una chiesa fondamentalista che protestava contro la tolleranza e condiscendenza per i gay nel campus di quella che ai loro occhi è una istituzione apostata. Immagino che attaccherebbero le mie dichiarazioni secondo cui questo studente, che non ha la minima idea di che cosa sia lo Spirito Santo, possa fare esperienza dei suoi frutti. Forse mi sbaglio. Forse lo Spirito Santo non tocca le persone che non credono in lui. Ma questa non è la mia esperienza.

Ad ogni modo, ho posto allo studente la domanda con la “D” maiuscola. “Quale pensi sia il significato dell’ esperienza che hai avuto?”. “In che senso?” mi ha risposto. Gli ho spiegato che intendevo che significato avesse la sua esperienza, quale era la natura della sua esperienza. Mi ha risposto descrivendomi di nuovo i benefici che aveva provato, ma ho di nuovo girato a lui la domanda. Ci ha riflettuto un po’. “Non ci ho mai pensato”, ha detto, stranamente a corto di favella. Il silenzio è calato per un buon minuto mentre ponderava. Alla fine ha detto “Non so come rispondere. Probabilmente devo rifletterci.” Deve aver pensato di esser andato male. Gli ho detto “ottima risposta”.

Il significato si palesa come un raggio di sole, come un’ esperienza di connessione con qualcosa che non riusciamo a definire, non appena ci rendiamo conto che le interpretazioni che abbiamo usato fino a quel momento sono inadeguate. Quando ci sentiamo persi, siamo pronti a trovare.

Nonostante l’immagine mediatica della chiesa sia ampiamente migliorata sotto papa Francesco, si trova ancora davanti un abisso di incomprensione quando utilizza il suo linguaggio per comunicare, specialmente alla generazione di questo millennio. Bisogna prima condurli al silenzio, per confrontare una spesso inconscia fame di significato. Fare domande prima di dare risposte. Questo getta una sorta di ponte traballante sull’abisso.

Probabilmente spaventerebbe quei dimostranti che protestavano fuori dei cancelli. Ma è proprio quel tipo di connessione con cui la leggerezza dello Spirito Santo ama creare ponti danzando.

Laurence Freeman OSB