Seconda Domenica d’Avvento 2017

Riflessioni per l’Avvento 2017

 Queste riflessioni traggono spunto dalle letture delle quattro domeniche di Avvento, che è un tempo proprio e di preparazione al Natale. Il migliore profitto si trae dalla lettura stessa dei passi biblici che riportiamo qui sotto. Le riflessioni possono essere lette utilmente anche durante il resto della settimana, non solo la domenica.

L’immobilità nella meditazione è, nonostante le apparenze, la corsia veloce dello spirito. Senza saperlo, guadagnamo parecchio terreno e non ne prendiamo coscienza finché non ci rendiamo conto che non possiamo più tornare indietro. Le persone smettono di meditare per i più svariati motivi. Uno di questi è l’impazienza; un altro è la paura che stiamo viaggiando troppo velocemente. L’Avvento è un’opportunità per focalizzare di nuovo la nostra consapevolezza nella dimensione strana e fluida del tempo in cui viviamo e moriamo ogni giorno. L’affettuosa fermezza ci può dare una campanella di sveglia.

Isaia oggi sembra affascinato dalla struggente tenerezza di Dio. È un sentimento diverso, ma non incompatibile con quanto evidenziato la settimana scorsa, relativo al doloroso alienamento tra l’umano e il divino. In realtà, niente è incompatibile con Dio. Maggiore è la differenza, più profondo è il paradosso da risolvere, e maggiore è la gioia nel vedere gli opposti che si uniscono. Che dire del divino pastore? Se avete mai incontrato un pastore dedito alle sue pecore, potreste sorprendervi del suo comportamento: da un lato duro, non sentimentale e mascolino; dall’altro gentile, attento e amorevole anche nei confronti delle pecorelle più deboli.

Nel vangelo di oggi incontriamo un altro profeta, Giovanni il Battista, l’ultimo di quelli pre-cristiani, della stessa età di Gesù. La tradizione lo ha immaginato trascurato, sporco e arrabbiato, ascetico e  con un atteggiamento di denuncia contro la corruzione e l’ipocrisia. Forse, Giovanni è anche più di questo. I profeti sono tipicamente soggetti iper-sensibili, soli, disfunzionali e raramente comunicano il loro messaggio senza offendere persone di ogni parte e opinione.

Ma la loro intenzione (quella dei veri profeti) è amorevole: hanno a cuore la salute e il benessere degli altri. La chiamata a cambiare la nostra mente e il modo di vedere le cose e ad adattare il nostro stile di vita a questo nuovo modo di essere è terribilmente amorevole. Le persone che si sono recate nel deserto per ascoltare Giovanni e che gli hanno chiesto: “Cosa dobbiamo fare?”, erano – come siamo spesso noi, e più di quanto pensiamo – silenziosamente disperati.

Ciò che ci riempie di terrore inconscio come poche altre cose, è intravvedere che la nostra vita sta scemando priva di significato, senza che si riesca a scoprire quello che dovevamo fare di essa, cercando di contrastare l’affiorare nella nostra coscienza della consapevolezza accusatoria dei nostri errori e illusioni. I profeti portano tutto questo allo scoperto.

Ma la tensione tra pazienza e urgenza può risolversi come vediamo nella lettera di Pietro oggi: “con il Signore un giorno è come mille anni”. Se comprendiamo questo, allora due meditazioni al giorno sembrano più alla portata. John Main ha detto (profeticamente) che questo era il minimo. Anche se ci volesse un millennio per capirlo e osservarlo, è una verità sempre utile da sentire.

Il profeta potrebbe apparire a noi in molte forme in questa settimana che viene. In qualsiasi forma esteriore, dura o gentile, il suo effetto dovrebbe essere lo stesso: fare in modo che lo sguardo sulla priorità della nostra vita duri un po’ di più, finché non guardiamo fisso negli occhi la verità su noi stessi. Per quanto possa essere difficile, non mancheremo di emettere un sospiro di sollievo: la verità si è finalmente palesata e possiamo smettere di fingere.

Laurence Freeman

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Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaìa (Is 40:1-5,9-11)

«Consolate, consolate il mio popolo

– dice il vostro Dio –.

Parlate al cuore di Gerusalemme

e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,

la sua colpa è scontata,

perché ha ricevuto dalla mano del Signore

il doppio per tutti i suoi peccati».

Una voce grida:

«Nel deserto preparate la via al Signore,

spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.

Ogni valle sia innalzata,

ogni monte e ogni colle siano abbassati;

il terreno accidentato si trasformi in piano

e quello scosceso in vallata.

Allora si rivelerà la gloria del Signore

e tutti gli uomini insieme la vedranno,

perché la bocca del Signore ha parlato».

Sali su un alto monte,

tu che annunci liete notizie a Sion!

Alza la tua voce con forza,

tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.

Alza la voce, non temere;

annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!

Ecco, il Signore Dio viene con potenza,

il suo braccio esercita il dominio.

Ecco, egli ha con sé il premio

e la sua ricompensa lo precede.

Come un pastore egli fa pascolare il gregge

e con il suo braccio lo raduna;

porta gli agnellini sul petto

e conduce dolcemente le pecore madri».

 

Seconda Lettura

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo. (2Pt 3:8-14)

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta.

Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.

 

Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,1-8)

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

Come sta scritto nel profeta Isaìa:

«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:

egli preparerà la tua via.

Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri»,

vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».