Sabato dopo le ceneri – Quaresima 2019

Sabato dopo le ceneri – Quaresima 2019

Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla di pubblicani e d’altra gente seduta con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?». Gesù rispose: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».

Luca 5:27-32

Nel Vangelo di oggi, Gesù viene criticato perché va in giro con gente non rispettabile, “i peccatori”. Alla critica, risponde che non è il sano, ma il malato ad avere bisogno del medico.

Inconsapevolmente, selezioniamo a cosa prestare attenzione e chi seguire. E così veniamo segretamente manipolati dal fascino del successo, dal bisogno di approvazione e dal bell’aspetto. Gravitiamo intorno a coloro che sembrano avere questi attributi e ci crogioliamo nella loro gloria, pur invidiandoli. È semplicemente così che va il mondo. La cerimonia degli Oscar non fa attenzione chi non ha il nome dentro la busta magica delle nomination, ma solo a coloro sui quali è puntata la breve ma intensa luce dei riflettori.

Forse il segreto sfuggente della felicità si trova in questa dimensione della realtà che è senza fascino e non nasconde i segni della mortalità e della debolezza umana. È questa la dimensione che Gesù considera prioritaria e riempie della sua presenza. (Noi siamo presenti a quello a cui poniamo la nostra attenzione). Dovremmo fare attenzione al suo esempio e cercare di imitarlo nel nostro piccolo.

I suoi seguaci più importanti hanno scoperto la dimensione segreta di ciò che appartiene alla vita ordinaria di questo mondo. Oggi è la festa della patrona degli Oblati Benedettini (Santa Francesca Romana). Gli Oblati della Comunità Mondiale della Meditazione Cristiana, come quelli che ci aiuteranno a occuparci di Bonnevaux, sono uomini e donne che, senza aver preso i voti monastici, vivono nello spirito della Regola di San Benedetto- in obbedienza, stabilità e conversione della vita quotidiana. Come la stessa Regola, non è un cammino di moda, ma è una strada che aiuta a ripulire la nostra percezione così da poter mostrare con maggior forza quella presenza luminosa che esiste in ogni dettaglio e in ogni momento nelle diverse dimensioni della realtà. Non si basa sulla santità eroica dell’individuo ma sul contributo che ciascuno dà e riceve all’interno della famiglia spirituale. Non è guidata da un’ideologia ma riceve energia dalla mutua obbedienza e dalla compassione per le reciproche debolezze sia “del corpo che della mente”, come dice San Benedetto. Diversamente dal breve splendore del prestigio, essa è sostenibile e ci conduce a ulteriori dimensioni della realtà – l’”infinita ricchezza di Cristo” in luoghi sorprendenti ed inattesi. Perdiamo il prestigio ma guadagniamo la gloria della dimensione divina.

Jean Vanier, nella sua vita, la trovò tra i disabili mentali. Madre Teresa di Calcutta tra i poveri della strada. Francesca Romana proveniva da un ambiente prestigioso e privilegiato nel quale si sposò e crebbe i suoi figli. Ma trasformò le case in ospedali per i malati e usò le sue ricchezze per i miseri. Quando fu libera da responsabilità familiari, fondò un nuovo genere di comunità spirituale dove condividere e migliorare le stesse qualità di cura e compassione all’interno di una vita contemplativa fatta di preghiera e meditazione.

Sembra che il segreto consista nel non guardare dove la luce degli altri indica, ma nelle ombre dove la realtà è illuminata dalla luce pura della nostra sola attenzione. Il ritmo quotidiano della nostra meditazione ci aiuta a rafforzare, come una vera abitudine, la nostra capacità di fare attenzione là dove importa e vedere ciò che realmente è. L’abitudine a esercitare questo tipo di attenzione è ciò che chiamiamo saggezza.

Laurence Freeman