Che rilevanza hanno l’Oblazione e la comunità degli Oblati WCCM per la spiritualità contemporanea ?

Che rilevanza hanno l’Oblazione e la comunità degli Oblati WCCM per la spiritualità contemporanea ?
di Giovanni Felicioni (Oblato UK e Francia)

“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”
(Gv 15, 15-16)

L’anno scorso riflettevo su come la mia vita stesse cambiando via via che collaboravo al progetto di Bonnevaux; sentivo la chiamata alla conversione e ad un approfondimento della fede in modo molto forte e così avevo chiesto a Laurence e all’Abate di Monte Oliveto se potevo rinnovare i voti della mia oblazione. L’Abate mi aveva detto che questo è possibile dopo 21 anni di oblazione. Ho controllato a quando risaliva la mia oblazione ed ho scoperto che erano proprio passati 21 anni! Qui di seguito trovate alcune riflessioni su come la chiamata ad approfondire la conversione e la fede può essere percepita come bisogno di connettersi e di impegnarsi in una disciplina che consenta l’offerta di sé (oblazione) ed un supporto sacramentale (meditazione, direzione spirituale, lectio).

Oggi la gente che vive nel mondo, che ha famiglia, lavori impegnativi e che è in ricerca e medita da un po’, sente sempre di più il richiamo ad offrirsi a Cristo. Ci accorgiamo di questo, per esempio, nell’aumento del numero di chi impara a meditare e aderisce ai ritiri silenziosi, o di quelli che intraprendono il lungo pellegrinaggio di Compostela.

Avvertono una chiamata specifica, urgente e creativa alla conversione e ad un approfondimento della fede. Iniziano a meditare e, con la pratica, conoscono una comunità ed iniziano a porsi domande sulla loro fede e ad aver bisogno di una direzione spirituale. La comunità di oblati del WCCM ha qualcosa da offrire a queste persone; e ciò che è vitale e nuovo della nostra comunità di oblati, è la sua connessione molto chiara con una tradizione contemplativa che ha profonde radici nella tradizione monastica originata da san Benedetto e, ancora prima, da Cassiano e dai padri e dalle madri del deserto.

Questo è il caso in cui san Benedetto può dare qualcosa alle persone che sono in cerca di una strada per offrire se stessi – egli fornisce la proposta di oblazione, con il suo modo di vivere, e la Regola. John Main, un erede spirituale di san Benedetto, indica alle persone in ricerca un modo per donarsi, lo strumento dell’Oblazione con il semplice insegnamento della meditazione ed una teologia del Cristo Presente.

Gli Oblati fanno tre promesse.

Prima di tutto, promettiamo di essere fedeli ad aprire il nostro cuore alla conversione ogni giorno. Gli strumenti della conversione sono: la meditazione che ci dispone alla lettura della Scrittura (lectio) e ad una relazione rinnovata con i sacramenti vivi.

Secondo, promettiamo di rimanere stabili in una comunità di meditazione che la pratichi. E qui scopriamo la gioia e la libertà della stabilità su vari livelli: stabili nel dire il mantra, stabili nel praticare due volte al giorno e stabili nel servire la comunità e nel ricevere misericordia e perdono dalla comunità, e man mano che la guarigione avviene capaci di portare tutto questo nel mondo.

Terzo, promettiamo di imparare ad amare attraverso l’obbedienza. Questo avviene a vari livelli: ascoltare attraverso la pratica contemplativa; cercare e impegnarsi nella direzione spirituale con il gruppo di meditazione o con un membro scelto del gruppo degli oblati o della comunità più ampia. Laurence mi ha raccontato che John Main diceva che la cosa più importante era meditare due volte al giorno ed avere un’amicizia spirituale. Una comunità di meditanti offre entrambe queste cose.

Queste tre promesse alle quali l’amore, la bontà e la misericordia di Cristo ci chiamano, si espandono opportunamente nella Regola di san Benedetto per principianti. Anche se questo è un testo antico, se viene letto a piccoli brani e regolarmente è pieno di suggerimenti pratici e di saggezza per poter trovare equilibrio, ritmo e moderazione in una vita che diventa santa senza saperlo – questo vuol dire perdere la propria vita per guadagnarla ossia il Mistero pasquale.

Niente di questo accadrà se non faremo la cosa più importante di tutte, cioè pregare meditare regolarmente due volte al giorno. E John Main diceva che questo era il minimo. Senza preghiera, senza meditazione non imbocchiamo il cammino che ci porta a scoprire quanto siamo amati, perché non possiamo connetterci alla persona di Cristo crocifisso e risorto – senza preghiera non sappiamo come perdere la nostra vita così da guadagnarla, che è ciò che Gesù desidera per noi – non sappiamo come diventare liberi.

Questo è ciò che molte persone stanno cercando – un rapporto personale e una via – e la nostra vocazione è proprio quella di mostrare l’antica tradizione monastica come via di preghiera contemporanea; una via di conversione contemporanea ed una via di fede contemporanea e vitale, in relazione piena con la Persona che ci ha scelti e che ci ama incondizionatamente.